Un evento originale: Sabo Grando e Perdon de Barbana, tra fede profonda e vivace folclore

Grado, tutto il fascino del passato

  In viaggio tra gusto e cultura  

Chi č giŕ stato a Grado o scopre per la prima volta l’isola tra Trieste e Venezia, racchiusa tra l’omonima laguna e il Mare Adriatico, sa o si accorge ben presto che il fascino di questa localitŕ non si limita alla sua seppur inimitabile vocazione balneare. Quella che nell’Ottocento era la spiaggia piů ambita dell’impero Austro-Ungarico e che oggi vanta ben 17 bandiere blu, racchiude un’anima profonda e una storia millenaria che rivivono nel dedalo di calli, campi e campielli del centro storico, nelle chiese paleocristiane, nella gastronomia che coniuga i sapori del mare con quelli dell’entroterra, negli appuntamenti annuali con il folclore popolare, nei mestieri artigianali e nell’anima di ogni abitante di Grado, orgoglioso rappresentante delle proprie origini marinare.
Scrigno di tesori naturalistici tra isole e isolotti rigogliosi di vegetazione, valli da pesca, canali e rii, č forse la laguna a raccogliere la vera essenza dell’isola, solo dal 1936 collegata alla terra ferma dal ponte girevole Belvedere. Questo incantato mondo terracqueo racconta, infatti, una storia millenaria che parte da una fede profonda rappresentata tutt’oggi dall’isola di Barbana, tra i piů antichi e frequentati santuari mariani d’Italia, passando per tracce di antiche vie e approdi, fino alla dura e laboriosa vita dei pescatori, abitanti dei “Casoni”, le tipiche abitazioni coperte di paglia e canne, che punteggiano il rilucente specchio d’acqua.
Non c’č dubbio che a Grado storia, tradizione e mare vadano a braccetto. Per scoprire le infinite sfaccettature che questo connubio esercita da sempre sulla cosiddetta “Isola del Sole”, dalla fine sabbia dorata, basta scegliere uno dei tanti eventi che, fino ad agosto, vedono protagonisti il Mare Adriatico e la Laguna di Grado.
Uno degli eventi piů originali di Grado é Sabo Grando e Perdon de Barbana: tra fede profonda e vivace folclore che il 1 e 2 luglio si svolge nel Centro storico, al Porto, in Laguna, all’Isola di Barbana
La tradizione vuole che nel 582, in seguito a una violenta mareggiata, una statua lignea della Madonna resti impigliata tra i rami di un grande olmo su un’isola della laguna. Subito il patriarca Elia vi fa costruire una chiesa e l’immagine miracolosa attira ben presto la devozione di fedeli che accorrono numerosi. Inizia cosě la storia della Madonna di Barbana e dell’antico santuario dedicatole sull’omonima isola. Alcuni secoli piů tardi, nel 1237 per l’esattezza, la Madonna torna di nuovo a essere protagonista della vita dei gradesi, che la invocano affinché li salvi dalla peste. Da allora, al miracolo della Vergine corrisponde la piů bella e sentita festa dell’Isola del Sole, momento di profonda partecipazione popolare a una tradizione che racconta oltre 760 anni di storia: il Perdon de Barbana, immancabilmente preceduta dal vivace Sabo Grando, rispettivamente la prima domenica e il primo sabato di luglio. Al sabato tutto č “Grando”, ossia “grande”, a Grado: dal mercato di prodotti locali nella cittŕ vecchia ai festeggiamenti che culminano in uno spettacolo pirotecnico sul mare. Il giorno dopo, in una tradizione che si perpetua ininterrottamente da quel lontano 1237, la cittŕ, per sciogliere l’antico voto, si reca in processione sulla laguna verso l´isola di Barbana. Il corteo di barche addobbate con bandiere e ortensie con a bordo le autoritŕ religiose e civili e i capofamiglia della comunitŕ gradese parte al mattino dal porto al grido di “In nome de Dio avanti!” e accompagna la statua lignea della Madonna degli Angeli, conservata all’interno della chiesa paleocristiana di Santa Maria delle Grazie, fino al monastero dell’isola tra il suono a festa delle campane di Grado e Barbana. Al termine di una messa solenne, il corteo riporta la statua a Grado per il “Te deum”. Lungo i canali lagunari resta visibile il segno lasciato dal corteo: una scia di ortensie che i fedeli hanno staccato dalle imbarcazioni.
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