Accanto a calligrafie e ceramiche originali di Rengetsu, sono esposte ceramiche e opere su carta create appositamente per questa occasione
La mostra Luna di loto
Luna di loto è una mostra dedicata alla figura di ?tagaki Rengetsu (1791-1875), poetessa, calligrafa e ceramista giapponese, e alla vitalità contemporanea della sua eredità artistica.

Pensata come un percorso diffuso in tre sedi milanesi, l’esposizione invita il pubblico a entrare in un dialogo intimotra parola scritta, gesto calligrafico e forma ceramica, là dove poesia e materia si incontranosecondo un’estetica wabi-sabi di essenzialità e profonda umanità che si rifà al concetto estetico efilosofico giapponese che celebra la bellezza dell'impermanenza e dell'incompletezza.Rengetsu, il cui nome significa “luna di loto”, attraversò una vita segnata da perdite precoci e scelteradicali.
Divenuta monaca buddhista ancora giovane, trasformò l’esperienza del dolore e deldistacco in una pratica artistica quotidiana. Scriveva waka - la forma poetica classica giapponese ditrentuno sillabe - e calligrafava i suoi versi su sottili strisce di carta, detti tanzaku, o li incidevadirettamente nell’argilla, dando vita a ceramiche - sempre modesti oggetti d’uso quotidiano -modellate a mano, irregolari, spesso segnate dalle impronte delle sue dita. Ogni oggetto nascevacosì come opera unica, in cui la poesia non è mai decorazione ma sostanza, respiro inciso nella materia.
Già celebre nel Giappone dell’Ottocento, Rengetsu fu una figura centrale negli ambienti artistici eletterari di Kyoto.
Collaborò con pittori, ceramisti e poeti, sostenne giovani artisti e visse delproprio lavoro in un’epoca in cui l’indipendenza femminile era tutt’altro che scontata.
La sua calligrafia, fondata su un uso personale e raffinatissimo dei caratteri sillabici, i kana, coniugachiarezza, ritmo e leggerezza, mentre i suoi versi, spesso ispirati a episodi di viaggio, alla natura oalla vita quotidiana, sanno unire semplicità e profondità emotiva.La mostra Luna di loto nasce dal desiderio di approfondire la conoscenza di questa figurastraordinaria, dopo una prima presentazione al pubblico milanese nel 2014, sempre a curadell’associazione shodo.it, e di mostrarne l’attualità attraverso opere contemporanee realizzate inomaggio al suo lavoro.
Accanto a calligrafie e ceramiche originali di Rengetsu, sono esposteceramiche e opere su carta create appositamente per questa occasione da artisti che dialogano con i suoi testi poetici e con l’estetica wabi-sabi che ne ha caratterizzato l’opera.
Le ceramiche in mostra, modellate con tecniche tradizionali dalla ceramista Ekaterina De Andreis, riprendono la pratica cara a Rengetsu di incidere il segno poetico nell’argilla cruda, che qui è realizzata dal maestro calligrafo Bruno Riva e da Katia Bagnoli Riva, anche ideatori e curatori dellamostra. E le calligrafie contemporanee non sono copie, bensì interpretazioni: risposte personali auna voce antica, che continua a parlare attraverso il ritmo dei versi poetici e del pennello e nellamisura del silenzio. Ne emerge un paesaggio calligrafico corale, in cui la “luna di loto” di Rengetsuriflette la sensibilità di artisti di oggi, mantenendo intatta la propria luce.

Distribuita tra il Consolato Generale del Giappone a Milano, lo Spazio TOMA e lo studio-laboratorio Ekadea, la mostra accompagna il visitatore in un percorso fatto di incontri e rimandi.
Ogni sede propone un accento diverso: la presenza delle opere storiche, il confronto tra calligrafia epittura, l’intreccio tra ceramica e scrittura.
Nel loro insieme, questi luoghi costruiscono unanarrazione diffusa che rispecchia lo spirito itinerante di Rengetsu stessa, nota anche come “monacaviandante”.
Luna di loto è una mostra che si rivolge a chi ama la calligrafia, la ceramica e la poesia, ma anche a chi è attratto da un’arte che nasce dall’esperienza vissuta e dalla pratica quotidiana. È un invito asostare, a leggere lentamente un verso inciso, a seguire con il tattoo o con lo sguardo un tratto diinchiostro o un’incisione nell’argilla, riconoscendo in questi segni fragili una forma di bellezzasenza tempo.Il catalogo della mostra raccoglierà per la prima volta in lingua italiana con testo a fronte oltrecinquanta poesie di Rengetsu.
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