L’esposizione è visitabile fino al 26 settembre

Ancona, Pinacoteca civica Francesco Podesti: tre capovalori di Tiziano Vecellio

  Cultura e Spettacoli  

La città di Ancona, fresca di nomina a Capitale italiana della Cultura 2028, da Pasqua fino al 26 settembre 2026 espone eccezionalmente insieme tre capolavori di Tiziano Vecellio nella mostra studio Tiziano 1520 - La Pala Gozzi di Ancona e l’Annunciazione del Duomo di Treviso.

I due capolavori del maestro cadorino la Pala Gozzi (olio su tavola, 1520), di rientro dalla mostra Tiziano e il paesaggio. Dal Cadore alla Laguna: la Pala Gozzi e la Sommersione del Faraone, che si è tenuta nel Comune di Pieve di Cadore, dal 23 gennaio al 26 marzo 2026, e la struggente Crocefissione (olio su tela, 1558), dialogheranno per la prima volta nella stessa sala con L’Annunciazione (1520), proveniente dalla C2appella Malchiostro del Duomo di Treviso concessa in prestito appunto fino a fine settembre2

Datata 1520, come la Pala Gozzi - data emersa proprio a seguito del recente restauro - l’Annunciazione Malchiostro offre l’opportunità di aprire una traiettoria di studio concreta e verificabile, fondata sul confronto diretto tra opere coeve e profondamente innovative.

La temporanea movimentazione del dipinto si è resa necessaria in vista degli imminenti lavori di restauro finanziati da Save Venice della Cappella Malchiostro (che ha sostenuto anche il restauro del capolavoro tizianesco), uno dei massimi capolavori del Duomo di Treviso, impreziosita anche dagli affreschi di Pordenone, creando così le condizioni per un significativo scambio culturale tra istituzioni. Con quest’opera, insieme alla Crocifissione e della Pala Gozzi della Pinacoteca di Ancona, Tiziano rivoluziona l’iconografia tradizionale dell’Annunciazione: la Vergine è raffigurata in primo piano, rivolta verso lo spettatore, mentre l’arcangelo Gabriele appare arretrato lungo una diagonale spaziale. Al centro della composizione, sullo sfondo, è inginocchiato il committente Broccardo Malchiostro, plenipotenziario del vescovo-umanista di Treviso Bernardo de Rossi, ricordato da un’iscrizione posta in basso a destra sulla tavola. Un’impostazione iconografica di straordinaria modernità, che non sfuggì a Lorenzo Lotto, il quale la riprese in modo originale nell’Annunciazione di Recanati.

Si tratta, dunque, di un evento unico, soprattutto perché sono esposte congiuntamente due pale del 1520 che, come tali, saranno oggetto di studio da parte di esperti dell’artista in occasione delle conferenze promosse dall’Assessorato alla Cultura e che saranno organizzate con la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore. Un’attività che investe la Pinacoteca di un ruolo centrale in vista del 2028, cotome ha dichiara l’Assessore alla Cultura Marta Paraventi: La Pinacoteca può tradurre la vittoria di Ancona capitale italiana della cultura 2028 in un’eredità duratura, perché è un museo che ricerca, produce, dialoga, mette in rete istituzioni e saperi, e aiuta la città a riconoscersi in una visione culturale più ampia.

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