Milano, Istituto Besta: la ricerca continua

06/06/2019

In Sanità, a livello comunitario, grazie al programma europeo Salute in vigore dal 2014 al 2020, su investe molto in progetti innovativi volti ad integrare, sostenere ed aggiungere valore alle politiche degli Stati membri così da migliorare la salute dei cittadini e ridurre le disuguaglianze.

Tra le realtà che partecipano ai bandi europei c’è anche la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta.

Di recente sono stati pubblicati diversi studi innovativi tra cui, segnaliamo, gli importanti risultati di uno studio fase 2 nella Miastenia Gravis che evidenziano l’utilità di un nuovissimo farmaco immunomodulante.

Il mio team, punto di riferimento internazionale nel trattamento della Miastenia Gravis, è stato coinvolto fin dall'inizio nell'uso di questa nuova molecola che ha il potenziale enorme di rivoluzionare l'approccio farmacologico della Miastenia e di tutte le malattie autoimmuni provocate da autoanticorpi. - ha spiegato il dott. Renato Mantegazza, Istituto C. Besta, Direttore del Comitato Scientifico della Associazione AIM - I dati ottenuti rispondono alle esigenze cliniche dei pazienti e si può dire che stiamo finalmente entrando in una Medicina di Precisione per la selettività dell'intervento farmacologico come che sottolinea:

Di recente la Fondazione IRCCS Istituto Besta è stata visitata dai memmbri della III Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia e, in tale occasione, Andrea Gambini, Presidente dell'Istituto Besta (nella foto Andrea Gambini con Emanuele Monti, Presidente III Commissione Sanità Regione Lombardia) ha sottolineato: Coordiniamo e partecipiamo a diversi progetti sia regionali che nazionali, europei ed internazionali nel settore delle neuroscienze. Abbiamo al nostro interno Centri di riferimento nazionali per diverse patologie tra cui il Centro per la Diagnosi e Cura delle Cefalee e delle Algie Cranio-Facciali, il Centro Parkinson - SLA - Alzheimer, il Centro per il Sonno e siamo un punto di riferimento per le discinesie pediatriche e le malattie rare anche a livello europeo nella rete degli ERN. Siamo Centro per la formazione per i monitoraggi neurofisiologici intraoperatori. Il Besta NeuroSim Center (www.bestaneurosim.com) si distingue a livello internazionale, anche, nella formazione e nell’aggiornamento dei neurochirurghi ed è il primo centro per la simulazione e il training neurochirurgico in Europa, il più equipaggiato al mondo per quanto riguarda simulatori neurochirurgici all’avanguardia.

Inoltre uno studio congiunto BESTA-INT dimostra per la prima volta che il processo di rilascio di DNA con attività infiammatoria può essere esteso all’immunità adattativa, di cui i linfociti T fanno parte. I linfociti T svolgono un ruolo cruciale in molte malattie autoimmuni, fra cui quelle del sistema nervoso centrale come la sclerosi multipla, e nel cancro; pertanto, comprendere i meccanismi di funzionamento dei linfociti T ha da sempre una grande rilevanza - ha sottolineato il dott. Massimo Costanza, giovane ricercatore della Fondazione I.R.C.C.S. dell’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano che ha coordinato, assieme alla dott.ssa Rosetta Pedotti, uno studio congiunto con altri ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, team coordinato dalla Dott.ssa Sabina Sangaletti, e a cui hanno collaborato anche ricercatori della Stanford University in California e dell’Università di Brescia. Lo studio per la sua rilevanza è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Due altri studi clinici molto interessanti riguardano il trattamento dei glioblastomi, la cui prognosi complessiva resta infausta e la recidiva assai frequente. E' prioritaria, quindi, l’individuazione di trattamenti innovativi.

L’unità di Neuro-Oncologia Molecolare del Besta - ha detto la dott.ssa Serena Pellegatta, giovane ricercatrice - ha sviluppato due studi clinici, DENDR1 (EUDRACT N° 2008-005035-15) e DENDR2 (EUDRACT N° 2008-005038-62), rispettivamente il trattamento di GBM di prima diagnosi e GBM recidivanti con cellule dendritiche caricate con lisato tumorale autologo sono attualmente attivi presso il nostro Istituto. Il vaccino viene prodotto presso la nostra Unità Produttiva Terapie cellulari a partire da una leucaferesi dei pazienti.

Si punta, cioè, a contribuire al miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da un tumore raro, ma estremamente maligno.

“Immunoterapia usando linfociti modificati”, poi, è un nuovo progetto dell’Istituto Neurologico Carlo Besta per la terapia del glioblastoma, il più aggressivo tra i tumori cerebrali, intitolato alla memoria di una giovane paziente, Viola Kraus. Gli studi in vitro e nei modelli animali, utilizzando cellule tumorali direttamente derivate da glioblastoma di pazienti dell’Istituto Carlo Besta, hanno dimostrato che i linfociti modificati con molecole chimeric antigen receptors (CAR) infusi intra cranialmente sono efficaci nell’eliminare e/o controllare la massa tumorale. L’osservazione più rilevante ed originale emersa dallo studio è che l’espressione della molecola contro cui sono diretti i linfociti CAR, CSPG4, è alta nelle cellule di glioblastoma in coltura e aumenta nel cervello dove è indotta dalle cellule della microglia, importante componente del microambiente che alimenta il glioblastoma. Questo effetto può ridurre significativamente il rischio di fuga delle cellule tumorali dall’attacco dei linfociti CAR, osservato quando gli antigeni bersaglio sono espressi in modo eterogeneo dal tumore, aumentando di conseguenza le possibilità di efficacia della terapia.

Recentemente sono stati mossi enormi passi avanti nell’ambito della terapia adottiva che prevede di modificare in vitro i linfociti dei pazienti utilizzando una molecola chiamata chimeric antigen receptors (CAR), per reindirizzarli contro specifiche proteine espresse dalle cellule tumorali. - ha affermato Serena Pellegatta, Biologa del Laboratorio di Immunoterapia dei Tumori celebrali e prima autrice della ricerca - Volendo esemplificare, è come se dotassimo i linfociti di potenti lenti che permettono di riconoscere le cellule tumorali e di ucciderle definitivamente. Immaginiamoci dei linfociti killer.