Dal 24 novembre 2016, i saloni del Poldi Pezzoli, la casa museo di via Manzoni a Milano, ospita la mostra “Il gioiello italiano del XX secolo”, che merita di essere visitata anche da tutti.

Con questa rassegna il Poldi Pezzoli ha scelto di proseguire nel suo percorso di valorizzazione delle arti decorative e dei mestieri d’arte che hanno caratterizzato l’identità della produzione italiana sin dal passato, grazie alla qualità delle opere ed al talento dei grandi artisti che le hanno prodotte. - ha detto Annalisa Zanni, direttrice del Museo - Questa scelta consente anche di sottolineare la ricchezza e la varietà di collezioni che la casa museo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli espone, per cui è famosa nel mondo.

La mostra, curata da Melissa Gabardi, storica del gioiello, racconta per la prima volta, attraverso l’esposizione di più di 150 opere, lo scenario della produzione italiana del 1900. L’esposizione ne ripercorre l’evoluzione attraverso sezioni cronologiche dedicate al Neostoricismo, con tiare e diademi del secolo precedente, al Liberty, all’Art Déco, alla produzione degli Anni Trenta, Quaranta e Cinquanta, fino ad arrivare agli anni Sessanta, periodo di svolta per la gioielleria italiana ed il trionfo di Bulgari sulla scena internazionale, Settanta, Ottanta e Novanta, mettendo in risalto i cambiamenti di stili e materiali. Alcune vetrine illustrano il ruolo della Scuola di Padova e i gioielli creati appositamente per le prime del Teatro alla Scala.

Ad un certo punto della mia vita ho sentito la necessità di dedicarmi all'eccellenza italiana - ha detto Melissa Gabardi - ho sentito il bisogno di mostrare pezzi che temevo fossero caduti nell'oblio, complice anche la tendenza del dopoguerra di fondere l'oro per ricavarne nuovi gioielli, senza curarsi dello stile e dello spessore culturale che il vecchio monile portava in sé. La mia ricerca si è rivolta in maniera principale agli archivi e ai collezionisti privati, maggiormente sensibili all'altissimo valore artigianale di questi splendidi capolavori.

Le ricerche di archivio non solo hanno messo in luce le eccellenze tecniche del “made in Italy” e la perfetta organizzazione del lavoro nelle botteghe orafe, ma hanno anche permesso di ricostruire la storia dei gioiellieri italiani, spesso attivi in vere e proprie imprese familiari, giunte oggi alla terza o alla quarta generazione.

Nel percorso dell’esposizione si ammirano diverse tipologie di oggetti preziosi - tiare e diademi, collane ombelicali, anelli, bracciali, spille e orecchini - realizzati dai grandi nomi dell’oreficeria italiana: a partire dallo splendore dei monili di Mario e poi di Gianmaria Buccellati, alle creazioni del milanese Alfredo Ravasco (alcune opere sono esposte al pubblico per la prima volta), del genovese Filippo Chiappe, dei torinesi Musy, del romano Petochi e del milanese Cusi, al neoarcheologismo di Codognato, ai gioielli in corallo della Famiglia Ascione. Il percorso presenta anche i lavori ispirati da movimenti artistici siglati dal gioielliere romano Mario Masenza in collaborazione con pittori e scultori quali, tra gli altri, Afro e Cannilla, così come mostra esempi della sperimentazione per i “nuovi gioielli” iniziata dai fratelli Arnaldo e Giò Pomodoro.

I gioielli esposti sono stati studiati nel loro contesto storico, sociale ed economico, con riferimento particolare alla cultura artistica coeva (moda, design, architettura), oltre che ad eventi e personaggi che hanno caratterizzato le varie epoche ed influenzato l’opinione pubblica, in particolare i membri delle famiglie reali e le star del cinema, che sono stati modelli ispiratori del gusto collettivo: i gioielli, disposti secondo un ordine cronologico, sono affiancati da brevi storie del loro tempo, in relazione alla loro committenza, agli eventi ad essi legati e al contesto storico e stilistico entro il quale vanno a posizionarsi.

Il progetto espositivo del Museo Poldi Pezzoli dimostra al visitatore come la storia della gioielleria e dei gioiellieri italiani del XX secolo si snodi attraverso un interessante percorso: mentre, nella prima metà del Novecento, la creatività italiana ha tratto spesso spunto dalla coeva produzione francese, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, invece, ha scelto, grazie alle capacità tecniche e creative assolutamente geniali e innovative di alcuni grandi gioiellieri, un percorso autonomo, diventando un punto di riferimento della produzione orafa internazionale, decretando così la nascita del “made in Italy”.

La mostra è stata realizzata con l’Associazione Amici del Museo Poldi Pezzoli, l’Associazione Orafa Lombarda, il Centro Sperimentale di Cinematografia. Scuola Nazionale di Cinema - Sede Lombardia, la Fondazione Cologni Mestieri d’Arte, la Fondazione Corriere della Sera, il Politecnico di Milano-Facoltà di Design. Digital Imaging Partner è Canon Italia S.p.A.

Contestualmente alla mostra, è stato pubblicato un omonimo volume di Melissa Gabardi, edito da Silvana Editoriale, con 350 immagini inedite, ben 80 biografie dei gioiellieri citati ed un ricco glossario volto a rappresentare un catalogo completo e più ampio delle opere esposte.

Info: Il gioiello italiano del XX secolo - dal 24 novembre 2016 al 20 marzo 2017, da mercoledì a lunedì, dalle 10.00 alle 18.00, chiuso il martedì - Poldi Pezzoli, Via Manzoni 12, 20121, Milano - www.museopoldipezzoli.it.

Giovanni Scotti

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