Tra mito e storia, un affascinante itinerario nel Basso Lazio, tra il Parco Nazionale del Circeo e la città di Fondazione Sabaudia

Sulle coste del Lazio

  In viaggio tra gusto e cultura  

Qui il mito è di casa.

Tra la maga Circe, Ulisse, Enea, mostri e sirene, l’orizzonte evoca mondi misteriosi. Siamo sulla costa del Basso Lazio, punteggiata da borghi e città incantevoli, Sperlonga, Terracina, Formia, Gaeta, Minturno.

Una terra antica che racconta storie di uomini, di eroi e di leggende, in un raro esempio di convivenza tra bellezze naturalistiche, storiche, architettoniche e archeologiche.

Qualche nome geografico evoca direttamente il mito.

Gaeta da Caieta, la nutrice di Enea, il Circeo da Circe, la maga che con le sue arti trattenne per un anno Ulisse presso di sé.

Il promontorio del Circeo, Parco Nazionale dal 1934, nato per preservare l’ambiente prebonifica, con il piccolo borgo in alto di San Felice, può essere il nostro punto di partenza ideale per un viaggio nel mito e nella storia.

Mentre le grotte marine che punteggiano il promontorio si possono ammirare sostanzialmente navigando lungo la costa, poiché soltanto due grotte, delle Capre e grotta Guattari sono accessibili da terra, le passeggiate e i trekking sui sentieri del promontorio permettono di scoprire il grande faro, le meravigliose ville nascoste nel verde e l’area archeologica in alto Le Crocette.

Salendo sul Monte Circeo a 300 m di altezza vista meravigliosa sul mare e scoperta dei resti delle mura in opera poligonale del quarto secolo a. C. e di un antico tempio dedicato alla dea Circe.

Arriviamo alla villa Quattro Venti del primo secolo a. C., anche questa ariosa e panoramica, e ai resti di una maestosa villa costruita dall’Imperatore Domiziano sulla riva del lago di Paola.

Una villa che, a testimonianza della abilità ingegneristica romana, comprende i resti delle Terme, della palestra e di un perfetto sistema idrico formato da acquedotti e cisterne.

Nei secoli successivi, quelli critici delle invasioni saracene e piratesche, il Circeo dovette difendersi, oltre che con la sua posizione naturale, anche con torri, fatte costruire dal Papa Pio IV a metà del sedicesimo secolo e un secolo dopo con altre torri che danno un’atmosfera affascinante al piccolo borgo di San Felice.

Proprio dall’alto della torre dei Templari e del promontorio, si intravedono le isole pontine all’orizzonte, i profili del Vesuvio e dei golfi della costa campana.

Il Circeo introduce però anche a miti più moderni, la Dolce Vita, gli anni ‘60, Anna Magnani e Alberto Lupo che qui sono sepolti, personaggi di spettacolo e VIP di ogni categoria.

Una costa dunque amatissima dai Romani, non a caso, dal momento che è vicina e spettacolare.

Dovunque profumi e colori della macchia mediterranea, dal mirto al lentisco, dall’erica alla ginestra.

Proseguendo sulla strada panoramica che costeggia il promontorio del Circeo, si arriva a torre Paola, una torre difensiva sulla costa settentrionale del promontorio. Qui un altro paesaggio di grande interesse.

È quello dell’Agro Pontino, la pianura a sud di Roma in passato caratterizzato da una vasta palude e quindi da un clima insano e malarico.

Oggetto di bonifica negli anni ‘30 con un’opera poderosa e memorabile, presenta oggi una lunga striscia costiera costituita da dune e spiagge caratterizzate da forme modellate dal vento, un’interessante ecosistema soprattutto nelle zone umide che, dal tardo autunno all’inizio primavera, sono ideali per la fotografia naturalistica.

La famosa bonifica produsse nuove città, le cosiddette 5 città di Fondazione tra cui spicca Sabaudia.

Qui sarebbe ottimale un incontro con l’architetto Luca Falzarano.

In sua assenza, si potrà visitare la città seguendo i volumi da lui pubblicati, tra cui “Le cinque città di fondazione. Dal III secolo alla bonifica integrale” e “Tutta la provincia di Latina. Diari di viaggio tra storia, architettura e paesaggio”, davvero preziosi.

Il centro di Sabaudia è particolarmente interessante per chi ama la storia dell’architettura, in quanto esempio perfetto dell’architettura razionalista italiana anni ’30.

La piazza centrale ricorda addirittura le atmosfere sospese delle città metafisiche di De Chirico, in un rimando perfetto dall’architettura reale a quella rappresentata.

Qui, per una sosta gustosa, imperdibile il ristorante Vivaldi del Sabaudia Hotel & SPA.

Mentre l’hotel invita a una sosta in relax, immersi nel verde della vegetazione del Parco, il Vivaldi Restaurant invita a scoprire e degustare ricette della tradizione culinaria dell’Agro Pontino, tutte rilette alla luce di una cucina delicata e suggestiva.

Leggerezza e tradizione così si integrano perfettamente: ogni piatto si presenta come una composizione sensoriale di ingredienti di prima qualità, scelti in base alla stagionalità.

https://sabaudiahotel.com

Interessante sapere che Sabaudia e San Felice Circeo sono entrati a far parte della DMO Latium Experience, l’associazione mista pubblico-privato nata per promuovere e commercializzare i flussi turistici di 12 Comuni del Lazio, probabilmente destinati ad aumentare.

Ma dalle architetture razionaliste del ‘900 torniamo alla classicità.

Tra tutte le località del Basso Lazio ricchissime di scavi e resti archeologici, da non perdere è sicuramente Minturno, ai piedi dei Monti Aurunci, con belle spiagge che si spingono a sud sino alla foce del Garigliano.

Di origini antichissime, addirittura nel nome potrebbe rivelare una derivazione etrusca.

Importantissima, perché collocata lungo il percorso della via Appia, conserva grandi tracce del passato nella sua area archeologica Antiquarium di Minturnae e Ponte Real Ferdinando.

Di grande effetto i resti del teatro, del tratto urbano della via Appia, delle colonne del tempio dedicato ad Augusto, delle terme.

La Minturnae che si visita ha i caratteri della città adrianea, con i nuovi edifici, la nuova tecnica edilizia, la novità dell'acqua portata in città, e soprattutto con i rialzamenti delle quote di calpestio.

I reperti più significativi provenienti dalla città e dal territorio sono esposti dal 1984 nell'Antiquarium, allestito entro gli ambulacri del teatro romano. Nell'ambulacro destro, la "galleria delle statue", si trovano i materiali scultorei più significativi sia per la storia di Minturnae e dei monumenti ove sono stati rinvenuti (statue di Augusto e Livia dal tempo di Augusto, statue di Muse dal teatro), sia per la storia dell'arte (originali ellenistici e copie di età romana da originali greci).

Info

http://www.prolocosabaudia.it/

www.prolococirceo.it

www.latiumexperience.com

Franca Dell’Arciprete Scotti

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