Il Comitato Nazionale Vini ha approvato all’ unanimità il nuovo modello Abruzzo

24/03/2022


Giovedì 17 marzo, a Milano, presso Milano Verticale | UNA Esperienze, la Regione Abruzzo, rappresentata dal vicepresidente, Emanuele Imprudente, ed il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, rappresentato dal suo presidente e dal direttore generale, hanno presentato il nuovo Modello Abruzzo che cambierà il panorama delle denominazioni regionali: sarà, cioè, un’opportunità fondamentale per tutto il sistema vitivinicolo regionale, consentirà, finalmente, ai vini d’Abruzzo di esaltare le potenzialità tuttora inespresse del territorio ed acquisire maggiore credibilità, valorizzando l’identità comune dei vini di questa regione ed i singoli territori.

In attesa del completamento della pratica con la pubblicazione del decreto del Mipaaf ministeriale nella gazzetta ufficiale, ricordiamo che, nei giorni scorsi, il Comitato Nazionale Vini ha già approvato, all’unanimità, il “Modello Abruzzo”, proposto nel 2019 proprio dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo.

Emanuele Imprudente vicepresidente della Regione Abruzzo, ha dichiarato: E’ un grande risultato, dopo anni di lavoro, quello ottenuto dalla Regione Abruzzo e dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo che va a ridefinire i disciplinari di produzione grazie al cosiddetto “Modello Abruzzo”. Si tratta di un passo decisivo nel percorso di crescita qualitativa intrapreso dal mondo produttivo regionale con un approccio che punta ad avvalorare il vino abruzzese esaltando i differenti territori e la straordinaria biodiversità all’interno di un Abruzzo sempre più coeso e capace di fare squadra.

Il Modello Abruzzo, lo precisiamo, prevede l’introduzione della menzione Superiore per le DOP “d’Abruzzo e la riduzione delle IGT da 8 a 1 sola. In questo modo il consorzio intende rafforzare la comune identità dell’enologia regionale, valorizzando, al contempo, i singoli territori e rendendo, così, più riconoscibile la scala dei valori.

I princìpi guida del “Modello Abruzzo”, quindi, sono i seguenti:

semplificazione, cioè meno denominazioni;

identità comune rafforzata, con la dicitura “d’Abruzzo” per tutti, ma distinta per territori e micro-territori;

segmentazione qualitativa, con l’introduzione della menzione Superiore per i DOP regionali come i vini Montepulciano d’Abruzzo, Trebbiano d’Abruzzo, Cerasuolo d’Abruzzo, Pecorino d’Abruzzo, Passerina d’Abruzzo, Cococciola d’Abruzzo, Montonico d’Abruzzo, che potranno fregiarsi in etichetta delle appellazioni provinciali;

adeguamento al reale potenziale produttivo regionale;

il tutto nell’ottica di sostenibilità sociale, economica ed ambientale.

Valentino Di Campli, presidente del Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo, ha sottolineato: Il riconoscimento di una qualità superiore e dell’identità comune “d’Abruzzo” per le DOC permetterà di rendere più facile la promozione e la comunicazione perché renderà le diverse zone di produzione molto più riconoscibili sui mercati, soprattutto all’estero, e di esaltare sempre di più il binomio vino/territorio; d’altro canto l’introduzione di un’unica IGT Terre d’Abruzzo con il riferimento al territorio distintivo che va a sostituire le 8 attutali crea una forte immagine regionale sopperendo all’attuale frammentarietà poco incisiva.

La menzione distintiva Superiore per tutte le denominazioni di origine controllata non solo esalterà le produzioni caratterizzate da accorgimenti produttivi più stringenti, ma evidenzierà in etichetta il riferimento a territori più piccoli e identitari quali quelli provinciali e, in futuro, ancora più ristretti come i cosiddetti “cru”, le Unità Geografiche Aggiuntive comunali, fino alla singola menzione di “vigna”.

I rappresentanti del consorzio hanno precisato che le quattro appellazioni provinciali per le DOC “d’Abruzzo”, che potranno fregiarsi delle menzioni Superiore e Riserva, saranno: Colline Teramane; Colline Pescaresi; Terre de L’Aquila; Terre di Chieti.