Un nuovo caso per Manlio Rune nel noir “Garzaia della Roggia Torbida”

14/06/2021


E’ in libreria e nei principali store digitali il noir Garzaia della Roggia Torbida, scritto da Ezio Gavazzeni, che vive e lavora a Milano dove è nato, ed edito da Fratelli Frilli Editori.

Garzaia della Roggia Torbida, selezionato tra i finalisti al prestigioso Premio Alberto Tedeschi, lo precisiamo, è il quarto romanzo che vede coinvolto l’investigatore per le assicurazioni Manlio Rune, descritto come un personaggio rude, solitario e disilluso.

Una giornalista ha definito Manlio Rune come uno che è appena uscito dalla lavatrice ma si sono scordati di stirarlo.

In questo noir Manlio Rune viene ingaggiato per un presunto caso di incendio doloso all’interno di un capannone nell’Oltrepò pavese: deve solo recarsi sul luogo e mettere insieme le prove per archiviare definitivamente la pratica: il sospetto, infatti, è che i proprietari abbiano appiccato il fuoco per intascare i soldi dell’assicurazione.

Il caso sembra piuttosto semplice … ma una nuvola di uccelli, che spunta dalle cime degli alberi, attira la sua attenzione: davanti ai suoi occhi appare così un’immagine che ricorda Gli uccelli (The Birds), il thriller drammatico di Alfred Hitchcock del ’63.

Così Rune rinviene, nell’area paludosa della Garzaia della Roggia Torbida, il cadavere della giovane, poco meno che maggiorenne, Miriam Cangemi, che era sparita solo pochi giorni prima da una casa-famiglia della zona: “UNA NUOVA ALBA”. La povera ragazza ha fatto una fine davvero tragica: la sua faccia è riversa nel fango, i capelli sono impastati di terra e il corpo è circondato da decine di piume nere di uccelli, a riprova di un macabro e inspiegabile banchetto. Gli uccelli selvatici, infatti, avevano beccato la carne strappandola. Sul braccio destro, che ormai appare come un puzzle sanguinante non terminato, figura un tatuaggio che corre dalla spalla fino al polso: un piccolo picche, come nelle carte da gioco, la firma del tatuatore.

Il caso è affidato al Commissario Delvio Rosati, con la supervisione del magistrato Francesco Del Debio, ma l’investigatore Manlio Rune si ritrova ben presto ad essere oggetto di curiosità e attenzione da parte della popolazione locale in cui, ciascun personaggio, aggiunge un piccolo tassello alla vicenda.

Impossibile restarne fuori!

Una guardia forestale del luogo, infatti, rivela a Manlio Rune che un anno prima è stata ritrovata una ragazza in condizioni simili e che il mistero è tuttora irrisolto.

Manlio Rune decide allora di andare a fondo di questa intricata e complicata storia che porta il numero delle vittime a tre.

Lo stesso Rune, sempre più disilluso, dichiara: Un corollario di storie misere con dentro tanti soldi, sesso, ricatto, tradimento, amicizia e … amore, se qualche fortunato è riuscito a trovarcene.