La Befana vien di notte di Michele Soavi

27/12/2018

Se da una parte è ormai diventata tradizione che per le festività di fine anno escano in sala uno o più “cinepanettoni”, per il divertimento degli adulti, altrettanto immancabili sono una o più pellicole dedicate ai più piccoli.

E per essere quanto mai in tema di festività, la protagonista del nostro film di oggi è nientemeno che la Befana! Come ricordato dal titolo, che riprende un noto detto popolare, la Befana svolge il proprio incarico di consegne a domicilio nelle ore notturne. E se vi siete sempre chiesti cosa fa durante il giorno, ebbene, secondo i nostri sceneggiatori non se ne sta nascosta a fare i cruciverba in attesa del tramonto, ma si trasforma in una bellissima maestra di scuola elementare che insegna in un paesino dell’Alto Adige.

In tanti secoli di onorato servizio ha sempre fatto trovare nella calza a tutti i bambini i doni da loro richiesti, tranne un caso avvenuto venti anni fa, quando l’incontro con un cagnolino dispettoso le aveva fatto perdere l’indirizzo di uno dei bimbi della lista. Questo si era così disperato nel non trovare il suo regalo da prendere come scopo della sua vita il trovare la Befana e vendicarsene.

Chiuso il flashback torniamo quindi ai giorni nostri e scopriamo che il bambino deluso, diventato nel frattempo un grande produttore di giocattoli col nome di Mr. Johnny, ha scoperto finalmente l’identità segreta della Befana e la fa rapire nella sua versione diurna di maestrina.

Ma uno dei suoi alunni assiste al rapimento e ne informa cinque compagni di classe: il gruppetto, dopo aver scoperto la doppia identità della maestra, parte a bordo delle proprie biciclette per un avventuroso inseguimento dei cattivi che li porterà, come ovviamente prevedibile, a liberare la Befana e a punire i cattivi.

L’odissea sulle bici non può non ricordare la cavalcata che in ET consentiva ai suoi piccoli amici di riportare l’extraterrestre al luogo designato per il ritorno a casa. Analogamente, nasce immediata la sensazione di déjà vu quando la Befana del film, fuggendo sulla sua scopa inseguita nel bosco da Mr. Johnny, va a schiantarsi contro un albero proprio come faceva la protagonista cartoon del noto spot pubblicitario di una pomata contro il colpo della strega.

In ossequio al politically correct il piccolo manipolo, oltre a bambini di credibile aspetto altoatesino, include una bimba di colore e un piccolo genio del PC dagli occhi a mandorla. Non manca nella trama lo sbocciare di una timida love story tra il capofila del gruppetto e la volitiva compagna di classe, e il redimersi di quello dei sei che inizialmente faceva il bullo e che capisce alla fine l’importanza di essere amici ed aiutarsi a vicenda.

La Befana vien di notte è insomma una simpatica favoletta che può senz’altro far passare 90 minuti piacevoli a nonni e nipoti, anche se ormai probabilmente neanche più ai bambini dell’asilo viene raccontata la storia della Befana. O forse chi volesse ancora alimentare nei propri figli o nipoti l’attesa dei doni la mattina del 6 gennaio potrebbe raccontare la favola della fata Amazon che la notte del 5 fa partire una flotta di droni radiocomandati che consegnano regali ai bambini di tutto il mondo.

Per chi conserva invece un’idea commovente e non tecnologica della Befana raccomandiamo di rileggersi l’omonima bellissima poesia di Giovanni Pascoli, ad esempio qui,: anche nella poesia la Befana ha a che fare con sei bambini, ma il finale non è certo lieto come sullo schermo.

Il film, diretto da Michele Soavi, è interpretato da Paola Cortellesi, Stefano Fresi, e dai piccoli Odette Adado, Jasper Gonzales Cabal, Diego Delpiano, Robert Ganea, Francesco Mura e Cloe Romagnoli.

Il film La Befana vien di notte è in sala da oggi, 27 dicembre.

Ugo Dell’Arciprete