A seguito della decisione dell’amministrazione Trump di rendere più severi i controlli alle frontiere americane, KAYAK.it, il motore di ricerca viaggi, ha condotto, tramite Opinium Research, nei giorni 10, 11 e 12 aprile 2017, un sondaggio tra 1006 italiani per scoprire quanto sarebbero disposti a condividere la propria identità online, qualora richiesto.

Gli intervistati, in generale, non sono entusiasti all’idea di fornire alle autorità le password dei propri account social: il 39% dichiara che, se necessario, condividerebbe i dati richiesti, ma non si sentirebbe affatto a proprio agio nel farlo, mentre quasi un terzo (31%) si rifiuterebbe di rivelare queste informazioni. Oltre la metà (54%) degli intervistati, infatti, considera questa richiesta un’invasione o una diretta violazione della propria privacy.

In particolare, il 38% degli intervistati teme che la condivisione di dettagli di questo genere possa portare ad accessi non autorizzati al proprio conto corrente o ad altri dati sensibili, mentre il 40% ritiene necessario proteggere queste informazioni per evitare che i propri account social vengano violati da sconosciuti.

E se, oltre ai dettagli relativi all’identità virtuale, venisse chiesto di fornire indicazioni in merito alla propria vita privata, compresi orientamento sessuale, religioso e politico? Anche in questo caso la maggior parte degli italiani condividerebbe queste informazioni, senza però sentirsi a proprio agio (44%), mentre il 10% si rifiuterebbe di rispondere a domande così personali.

L’analisi promossa da KAYAK.it mostra anche che, con l’avanzare dell’età, aumenta il desiderio di tutelare la propria privacy: mentre oltre la metà degli italiani (52%) di età compresa tra 25 e 34 anni si dichiara disposta a condividere dettagli della propria vita privata con gli ufficiali di frontiera, la percentuale scende, invece, drasticamente quando vengono interpellati gli over 65 (29%) e gli italiani nella fascia di età 55-64 anni.

Non solo: secondo l’indagine di KAYAK.it, controlli più severi alle frontiere potrebbero avere ripercussioni anche sul turismo: oltre un quarto degli intervistati (26%), infatti, non si recherebbe in Paesi che prevedono l’obbligo di condividere le password dei propri account social, mentre il 44% non escluderebbe completamente queste mete dai propri piani di viaggio, ma darebbe precedenza ad altre destinazioni.

Info: www.kayak.it

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