Dieci giorni sono necessari per avere un’idea della città di Mosca, oggi capitale della Russia e prima capitale, situata al centro della Russia europea.

Il confine tra l´Europa e l´Asia corre lungo il versante occidentale dei Monti Urali, 1.300 km a est di Mosca; a oriente della città, e poi a sud, scorre il fiume Volga, una delle storiche vie di comunicazione della Russia.

Secondo uno dei programmi più completi elaborati da Columbia Turismo (tel.06/855083201/2), si possono ammirare: la Piazza Teatral´naja con il teatro Bolshoj, la Via Tverskaja, la Prospettiva Novyj Arbat, l’Arbat, la principale arteria della zona ovest di Mosca oggi una delle strade più vivaci della città, le Colline dei passeri, con una magnifica vista panoramica della città, l´Università e visitare il Monastero Novodevici (Monastero delle Vergini, l’imponente monastero-fortezza destinato in passato alle discendenti della famiglia reale o da famiglie nobili che prendevano i voti) e il territorio del Cremlino (l’antica cittadella fortificata nel cuore di Mosca, simbolo della Russia, insieme di palazzi e di cattedrali, come quella dell’Assunzione e quella dell’Arcangelo Michele, con la vista della Campana Zarina e del cannone e la visita dell’Armeria).

Il tour permette anche di visitare con la guida una delle attrattive di Mosca: la metropolitana, il mezzo pubblico più usato, conveniente e meno costoso che è anche un vero e proprio "castello", frequentato giornalmente da più di 9 milioni di passeggeri moscoviti. Oggi la metropolitana conta 11 linee di cui 10 sono radiali ed 1 circolare. Per comodità, ogni linea ha un suo colore per facilitare l´orientamento e rendere più semplice gli spostamenti. Percorre più di 300 km. Ha 165 stazioni, incluse quelle di trasbordo da una linea all’altra.

La prima idea di costruire una metropolitana a Mosca risale al 1902: la banca americana Werner propose di costruire “una strada ferrata sotto il livello stradale”, ma la Duma della città zarista respinse tale proposta.

Successivamente nel giugno 1931 la sessione plenaria del Comitato centrale del Partito comunista decise di costruire la metropolitana di Mosca ed istituì un comitato e un´apposita grande azienda, che disponeva di tecniche molto avanzate per costruire “la metropolitana più bella del mondo”.

Nel 1932 ha avuto inizio la costruzione della prima linea del metro seguendo i progetti realizzati da vari architetti sovietici, come, ad esempio, Cussev, Guelfreikh, Fomine. Tra i vari pittori e scultori che hanno partecipato alla decorazione delle stazioni segnaliamo in particolare Danko, Deineka, Korine, Manizer e Tomski.

All´inizio del 1935, la “Pravda” annunciava che i moscoviti avrebbero potuto presto servirsi del metro, in cui avrebbero visto “... colori incredibili, grandi sale con vetrate realizzate con la tecnica del mosaico, larghi corridoi magnificamente illuminati.... Tredici stazioni, tutte rivestite di marmi e graniti, decorate con bronzi e dipinti. ... Alti soffitti, colonne grigie, rosate, luce diffusa...”.

Il 15 maggio 1935 venne inaugurata la prima linea della metropolitana.

Negli anni la metropolitana di Mosca è stata ampliata e sono state estese le linee tanto che ora tocca tutte le zone della grande metropoli: gli ospiti della capitale russa la prendono perché permette di raggiungere facilmente e quindi visitare tutti gli angoli più belli di Mosca e i grandi spazi verdi che circondano la città.

Se dopo aver effettuato la visita con la guida si vuole girare da soli, programmato il viaggio e consultata la piantina delle linee, non è difficile.
Gli ingressi della metropolitana si trovano facilmente, perché qualunque sia l´aspetto dell´edificio della stazione, sono sempre segnalati con una grande lettera "M" rossa illuminata al buio. Acquistato il biglietto magnetico, superato il tornello, è bene seguire le insegne luminose, che, anche se scritte in cirillico, sono esaustive ed indicano in modo chiaro e semplice, le linee e le stazioni. Le uscite sono segnate con la scritta "BbIXOD" e recano i nomi delle vie, negozi ed altri posti importanti del luogo.

I turisti prendono la metropolitana non solo perché è il mezzo più veloce per muoversi in città, ma anche per scoprire un museo, originale ed unico al mondo, ricco di splendidi monumenti di architettura, pitture e sculture, marmi, graniti, incisioni e illuminazione particolare.

La ricchezza dei materiali, dei vari marmi e delle pietre dure (granito, porfido, rodonite, onice e persino labradorite) degli Urali, dell´Asia Centrale, dell´Altai, del Caucaso e dell´Ucraina fanno di ogni fermata un´opera d´arte. I complessi sotterranei sono ornati con mosaici, statue, vetrate, dipinti di celebri artisti del paese.

Le stazioni "Majakovskaja", "Kropotkinskaja", "Piazza Sverdlov", "Prospekt Mira", "Kurskaja radiale", considerate monumenti architettonici del 1930-1950, sono sotto la tutela dello Stato.

Una delle stazioni più belle è sicuramente la "Majakovskaja", inaugurata nel 1938: la sua galleria ha piloni metallici rivestiti in parte in rodonite rossa e gli archi incorniciati di acciaio inossidabile. Nelle volte si notano i mosaici, realizzati su progetto di A. Dejneka, che esaltano le glorie dell’aviazione sovietica. Presentato all´Esposizione mondiale a Parigi, il progetto ricevette il Gran Prix.

Dello stesso anno è la stazione Ploscad’Revoljucij (piazza della Rivoluzione) con 80 statue di “tipi sovietici” che rappresentano la potenza e l’eroismo dello stato socialista.

La stazione più grande e frequentata è la Komsoml’skaia (1952), che si trova sotto l’omonima piazza delle tre stazioni ferroviarie Leningradskij, Jaroslavskij e Kazanskij. Ben 68 colonne d’acciaio rivestite di marmo sorreggono l’enorme sala, opera dell’architetto Scusev, lunga 190 metri e larga 10. Il suo soffitto è ornato da sfavillanti mosaici del pittore Pavel Konin con personaggi celebri della storia russa: Aleksandr Nevskij, Dmitnij Donskoj, Aleksandr Suvorov e Michail Kutuzov.

La stazione Novoslobodskaja, invece, è decorata da 32 vetrate in stile liberty sul tema della pace.

I mosaici marmorei e i pavimenti della Bielorusskaja (1952) e l’architettura della Kievskaja (1953) propongono le tradizioni culturali artistiche e nazionali delle due repubbliche, Bielorussia e Ucraina. Stucchi, enormi lampadari dorati e pannelli musivi conferiscono alla Kievskaja un’aria festosa e solenne insieme.

In alcuni casi la decorazione delle stazioni è legata al luogo in cui si trovano: la Dinamo, situata vicino allo stadio omonimo, è dedicata alle discipline sportive, mentre Park Kultury è dedicata alle attività del tempo libero e la Teatral’naja, collocata sotto la piazza dei teatri Bol’soj e Malyj, è stata concepita dall’architetto Ivan Fomin come un enorme foyer teatrale, con una decorazione in ceramica sul tema della danza, opera della scultrice Natal’ja Dan’ko.

Giovanni Scotti

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