FOCUS ON LINE - RIVISTA N 15, 28 novembre 2014

Cultura e Spettacoli, Spettacoli

Lo Sciacallo di Dan Gilroy
Il film, interpretato da Jake Gyllenhaal, Rene Russo, Bill Paxton e Riz Ahmed, esce in sala il 13 novembre

Lo Sciacallo è un film che alla fine lascia con l’amaro in bocca. Non perché manchi il lieto fine, anzi, per il protagonista il finale è quanto di più lieto ci possa essere. Il problema è proprio questo: lo sciacallo è un individuo di tale rivoltante cinismo che ogni spettatore si augurerebbe di vederlo alla fine incastrato dalla polizia oppure, per una nemesi divina, vittima di uno di quegli incidenti che tanto gli piaceva filmare.

Lo Sciacallo è Lou Bloom, un giovane di Los Angeles che vive di piccoli furti e lavoretti sottopagati. Un giorno assiste per caso a un incidente stradale e ha modo così di conoscere la persona che cambierà la sua vita. Si tratta di uno di quei giornalisti freelance, conosciuti come gli sciacalli, che vanno a caccia di incidenti, incendi, omicidi e altri disastri nella speranza di vendere le riprese alle TV locali. Tutte le notti, mentre la città dorme, alla guida di macchine veloci e muniti di videocamere costose e di rumorose radio della polizia, schizzano da una zona del crimine all'altra, mossi dalla semplice equazione che converte crimini e vittime in dollari e centesimi.

Lou ha un’illuminazione: decide di diventare anche lui uno sciacallo. Assoldato come aiutante un altro ragazzo ancora più diseredato di lui, passa le notti correndo sui luoghi delle emergenze, per riprendere le scene più cruente e vendere il materiale ai network televisivi.

Grazie al suo senso degli affari, alla completa mancanza di scrupoli che lo porta perfino ad eliminare il principale concorrente sabotandone la vettura, e anche a qualche colpo di fortuna che gli permette di arrivare in anticipo sul luogo di eventi sensazionali, Lou conduce una scalata al successo che lo rende sempre più spietato.

Una notte, ascoltata la segnalazione di una rapina, arriva in tempo a filmare i due rapinatori in fuga, prima di completare il suo servizio televisivo con le immagini delle vittime della rapina. Decide allora cinicamente di vendere all’emittente solo la parte finale della registrazione, nascondendo a tutti il pezzo con i rapinatori per poterlo sfruttare per un altro servizio a sensazione. Organizza quindi le cose in modo che l’arresto dei rapinatori avvenga in un locale pubblico dove lui e l’assistente sono pronti a filmare, e incurante di aver così provocato la morte di innocenti nello scontro a fuoco che ne segue continua ad inseguire e filmare il rapinatore superstite in fuga. Nelle fasi finali, con un ulteriore vergognoso inganno, riesce anche a fare in modo che resti ucciso l’aiutante, che ormai sapeva troppo delle sue azioni illegali e minacciava di denunciarlo.

Altro personaggio chiave del film è Nina, una bellezza cinquantenne logorata e troppo imbellettata che ha cominciato davanti alla telecamera ed ora, solo con la sua tenacia, è diventata la direttrice della rete. Pur senza arrivare a sconfinare nell’illegalità come Lou, anche Nina si dimostra un campione di cinismo, non esitando in nome dell’audience a cercare per i suoi telegiornali scene sempre più cruente. Le regole giornalistiche che Nina infrange con Lou diventano sempre più estreme, ma alla fine del film anche lei, come Lou, viene premiata per le sue scelte.

Lo Sciacallo ci mostra un affresco inquietante della società statunitense, dove i soldi e il successo vanno ottenuti a scapito di qualsiasi remora e la competizione feroce costringe ad accettare qualsiasi compromesso per emergere o almeno non affondare. Lou è ritratto come parte di un sistema di offerta e domanda in cui le televisioni locali esagerano i reportage sui crimini per aumentare gli ascolti. Nonostante la diminuzione dei tassi di criminalità, la televisione locale crea e perpetua il mito della criminalità urbana che minaccia i sobborghi e vende paura per tenere alti i tassi di pubblicità. I crimini vengono falsamente ricollegati a degli schemi, dando l'idea di una serie crescente e pericolosa di minacce. Purtroppo anche in questo, come in tante altre cose, l’Italia ha già cominciato a scimmiottare lo stile USA.

Ugo Dell’Arciprete