FOCUS ON LINE - RIVISTA N° 17, 12 dicembre 2008

Food and beverage, Tendenze

Santa Margherita: vini e cultura
Il Gruppo vinicolo con sede a Portogruaro non è solo una realtà imprenditoriale di eccellenza nel mercato vinicolo, ma anche nel campo delle sponsorizzazioni

Giuseppe Santarsiere, con il racconto Un libro, una bottiglia e ..., Gabriele Scorzoni, con il racconto Purchè se ne parli e Francesco Da Riva con il racconto Una bottiglia di quello buono sono il 1°, il 2° ed il 3° classificato della terza edizione del Concorso Letterario dedicato al vino, promosso da Santa Margherita, in collaborazione con Librerie Feltrinelli. Nel corso della premiazione, avvenuta a Milano, presso la sontuosa Villa Necchi Campiglio, realizzata nel 1935, su progetto dell’architetto Piero Portaluppi, dagli interni riccamente arredati ed immersa in uno splendido giardino, ai tre vincitori sono stati consegnati dei buoni per l’acquisto di libri, del valore rispettivamente di1.500, 1.000 e 500 euro, prestigiose bottiglie Magnum della Casa Vinicola, ed è stata data anche l’opportunità di veder pubblicati i racconti sulle retro-etichette delle bottiglie di Pinot Grigio, Chardonnay Trentino e Müller Thurgau Frizzante, i best sellers di Santa Margherita.

Il Pinot Grigio è stato il capostipite di un assortimento che risponde alla nostra mission – sottolinea Ettore Nicoletto, Amministratore Delegato e Direttore Generale Santa Margherita - che è quella di rendere l´associazione fra i nostri vini e il cibo un´esperienza sempre piacevole. Molto più semplicemente noi crediamo che l´uomo, vitigno e territorio di produzione siano indissolubilmente legati. E che, in altre parole, ci deve essere sempre una perfetta rispondenza fra prodotto, tipicità varietale e territorio di provenienza. E´ la prima nostra garanzia data al consumatore. La seconda è la salubrità dei nostri prodotti e la costanza delle caratteristiche organolettiche di ogni nostro vino. Nel 1961 gli enologi di Santa Margherita ebbero la felice intuizione di estendere alle uve color rosato del Pinot Grigio del Trentino Alto Adige la tecnica della vinificazione in bianco, separando immediatamente le bucce dal mosto già dalla fase di pressatura e impedendo in questo modo la cessione del classico color ruggine. Nacque così un innovativo vino bianco che, con le sue caratteristiche di fresca fragranza dei profumi e versatilità del gusto, rappresentò una vera rivoluzione per l´enologia italiana. Da allora continua a raccogliere grandi consensi in Italia ed all´estero, mantenendo la sua forte leadership tra i Pinot Grigio DOC. Dopo il Pinot Grigio sono seguiti vini spumanti, bianchi, rossi, rosati, tutti basati sul concetto della piacevolezza, facilità di abbinamento con il cibo e tipicità del territorio e che, per l’ampiezza della gamma, soddisfano le esigenze di ogni categoria di consumatore. Ed ancora vini da dessert e acquavite.

Il Concorso Letterario si inserisce in una lunga tradizione di successo nel campo delle sponsorizzazioni culturali dell´azienda agricola Santa Margherita, che, da sempre, lega la propria immagine ad eventi ai massimi livelli, con l’obiettivo di comunicare: ha dato continuità, ad esempio, a collaborazioni con i Musei Civici Veneziani, a sponsorizzazioni di tournèe all’estero dell’Orchestra Filarmonica della Scala, ed avvia da quest’anno una partnership con il Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) per contribuire alla valorizzazione e alla salvaguardia del patrimonio artistico italiano. Perché abbiamo sempre vissuto il vino come uno degli elementi attraverso il quale si caratterizzano e si definiscono lo stile e la cultura italiana – sottolinea l’Amministratore Delegato Ettore Nicoletto – Crediamo quindi che anche l’arte del vino appartenga a quello stesso patrimonio di conoscenze che determina il nostro saper vivere, spingendoci ad apprezzare il piacere del bello così come del buono.

azienda agricola Santa Margherita è nata nel 1935 per volontà del conte Gaetano Marzotto che, allora, guidava l´omonimo gruppo tessile vicentino avviato agli inizi dell´800 dal nonno Luigi, con l’obiettivo ben preciso di creare un polo agricolo che rompesse con gli schemi tradizionali del periodo e che rappresentasse un fattore di modernità e sviluppo. Il concetto enologico nuovo e dirompente era quello - ancor oggi estremamente attuale - del monovitigno radicato in zone di produzione ristrette e molto caratterizzante, come le tre aree vinicole prescelte: il Veneto Orientale, la vallata dell´Adige e le colline di Valdobbiadene-Conegliano, realtà tutte che vantano delle precise caratteristiche che le rendono uniche e che consentono, grazie alla ricca composizione dei suoli e ai differenti climi, la produzione di vini di qualità. Il conte Gaetano ebbe otto figli ed oggi suo nipote, che ne porta il nome, figlio del primogenito Vittorio Emanuele, presiede la Santa Margherita, che, nel tempo, è divenuta un Gruppo: le cantine e le tenute Santa Margherita (Veneto e Trentino Alto-Adige), Torresella (Veneto Orientale), Kettmeir (Alto-Adige), Lamole di Lamole (Chianti Classico), Vistarenni (Chianti Classico), Tenuta Sassoregale (Maremma Toscana), Terrelìade e Feudo Zirtari (Sicilia) e Cà del Bosco (Franciacorta), compongono, oggi, un mosaico enologico di prima grandezza, nel panorama nazionale.

Santa Margherita, con i suoi vini autentici, che esprimono con eleganza il potenziale dell’uva e possono essere degustati e abbinati con facilità, è anche tra i protagonisti del mercato vinicolo internazionale.

Ulteriori informazioni: www.santamargherita.com