Mestre: Logos Tecnologies per la cybersecurity governance
Dall'headquarter di Mestre, la società Logos Technologies, fondata nel 1998 da un gruppo di appassionati di tecnologia, offre non solo servizi che spaziano dal design infrastrutturale alla sicurezza, dalla protezione dei dati agli applicativi per il lavoro, fino alla governance tecnica, ma propone anche consulenza progettuale, project management, gestione della postura di sicurezza informatica, help desk, implementazione di policy secondo la Direttiva Europea NIS2 e lo standard IEC 62443 e formazione in ambito ICT e Governance.
Logos ribalta la prospettiva: nessuna vendita di pacchetti preconfezionati, ma l'introduzione di una vera e propria "Cybersecurity Posture".
Un processo culturale e organizzativo, forte di quasi trent’anni di esperienza sul campo, che mette al centro la consulenza e la reversibilità tecnologica come armi per difendere il business reale.
Le scadenze delle nuove direttive europee sulla cybersecurity corrono più veloci dei budget e delle competenze interne delle PMI italiane. Incastrate tra minacce informatiche sempre più sofisticate e l'obbligo di adeguarsi a normative stringenti, le imprese si scoprono spesso vulnerabili e prive di staff adeguato.
I dati di bilancio, del resto, danno ragione all’azienda guidata da Livio Pianura.
Solidità dei ricavi, forte spinta della marginalità operativa e un balzo a doppia cifra della produttività interna.
I ricavi tipici toccano quota 4,84 milioni di euro, segnando un incremento del 9,11% rispetto all'esercizio precedente.
A fare da vero traino è, però, la redditività industriale: l'Ebitda operativo balza, infatti, del 46,89% a 562.646 euro, portando l'Ebitda margin all'11,62%, un valore di oltre tre punti percentuali (+3,33%) superiore alla media diretta dei competitor di settore (ferma all'8,29%).
Livio Pianura, ceo dell’azienda, ha commentato: Essere cresciuti sfiorando i 5 milioni di ricavi è un traguardo importante, ma la vera vittoria del 2025 è il balzo qualitativo. Il 2027 sarà un anno con sfide ancora nuove: già a giugno 2026, durante il Cyber Resilience Summit, abbiamo anticipato la fine della “sicurezza di carta”: policy e procedure sono un ottimo inizio ma non sono sufficienti a mettere al sicuro le aziende dalle crescenti minacce e dal proliferare di comportamenti “viziati” nell’adozione di strumenti di AI Generativa ad esempio. Senza contare che la convergenza tra Information Technology e la Operational Technology non sarà più argomento esclusivo dei salotti “tecnologici” ma diventerà un tema da affrontare con le prime scadenze del Regolamento Europeo Cyber Resilience Act.



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