‘IMMUNITY’ DEDICA LA COPERTINA ALLA SCOPERTA DELLA BIOTECH COMPANY ITALIANA HEMERA
La prestigiosa rivista scientifica Immunity ha dedicato la cover story del mese alla scoperta,che apre una nuova strada terapeutica per lesioni spinali oggi considerate irreversibili.
Il risultato scientifico ha già dato origine a Hemera, spin-off dell’Università di Verona e dell’Università Statale di Milano, società impegnata nel trasferimento clinico della ricerca e sostenuta da un round pre-seed di 3 milioni di euro. internazionale del gruppo Cell Press tra le più autorevoli a livello mondiale nel campo dell’immunologia e delle scienze della vita, dedica la cover story del numero di febbraio alla scoperta scientifica italiana che apre nuove prospettive per la rigenerazione del midollo spinale.
Al centro dell’articolo, il lavoro di un team di ricerca che, nel 2021, ha dato vita a Hemera, lo spin-off dell’Università di Verona e dell’Università Statale di Milano impegnato a trasformare questa scoperta in una terapia cellulare denominata REMaST (Regenerative Educated Macrophage Self Transplantation).
Cristiana Vignoli, CEO di Hemera, ha dichiarato: La copertina di Immunity conferma il valore della ricerca italiana capace di generare un impatto scientifico e clinico globale. I risultati pubblicati dimostrano che stiamo costruendo una nuova frontiera della medicina rigenerativa, in grado di trasformare radicalmente il modo in cui affrontiamo il danno tissutale. Il nostro obiettivo è completare il percorso di trasferimento alla clinica, offrendo ai pazienti una possibilità di cura che fino a oggi sembrava irraggiungibile. Il passaggio di una terapia cellulare dal laboratorio al paziente richiede investimenti ingenti: per questo Hemera è impegnata nella raccolta delle risorse necessarie all’avvio della fase clinica, attraverso un round seed da 10 milioni di euro.
Lo studio, firmato da Ilaria Decimo, Francesco Bifari, Massimo Locati e Guido Fumagalli, che hanno coordinato le attività di un network internazionale di centri di eccellenza - dimostra per la prima volta che in specifiche condizioni i macrofagi, cellule del sistema immunitario già note per il loro ruolo nel microambiente tumorale, possiedono anche una marcata capacità di stimolare la crescita e la rigenerazione del tessuto nervoso.
Ilaria Decimo, docente di Farmacologia all’Università di Verona, coordinatrice della ricerca e co-fondatrice di Hemera, ha commentato: Questa scoperta mostra come la ricerca scientifica possa fornire strumenti inediti per affrontare problemi clinici complessi. La copertina di Immunity rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro di tutto il team, che ha coinvolto, oltre ai gruppi di Verona e Milano e IRCCS Istituto Clinico Humanitas, anche University College London, IRCCS Istituto Auxologico Italiano, Helmholtz Centre for Environmental Research di Lipsia e Francis Crick Institute di Londra, i cui contributi sono stati fondamentali per visualizzare i processi di rigenerazione del tessuto nervoso. Un riconoscimento particolare va alle senior scientist di Hemera Sissi Dolci, prima autrice dello studio, e Ilaria Barone. Analizzando i meccanismi attraverso cui i macrofagi vengono “riprogrammati” nel contesto dei tumori, i ricercatori hanno individuato una proprietà inattesa: in un ambiente patologico diverso le stesse funzioni possono favorire la ricostruzione del tessuto, incluso quella del tessuto nervoso nel caso di una lesione del midollo spinale. Un’intuizione che apre la strada a nuove opportunità terapeutiche non solo per le lesioni spinali, ma anche, in prospettiva, per altre condizioni caratterizzate da degenerazione e perdita di tessuto, come ictus ischemico, traumi cerebrali e fibrosi cardiaca.
Guido Fumagalli, farmacologo co-fondatore e Presidente di Hemera, ha aggiunto: Il lavoro pubblicato su Immunity infrange il dogma dell’impossibilità di riparare le lesioni del tessuto nervoso, chiarisce perché le terapie con cellule staminali si sono dimostrate inefficaci fino ad oggi e dimostra l’importanza della terapia con REMaST per riparare danni del midollo spinale considerati irreversibili. La terapia REMaST si basa su sei meccanismi di azione complementari - crescita neuronale, rimodellamento della matrice extracellulare, angiogenesi, ossigenazione dei tessuti, rafforzamento del sistema immunitario e migrazione verso il sito della lesione - che agiscono in modo coordinato nel contesto della lesione spinale.
Massimo Locati, co-fondatore di Hemera e docente di Patologia Generale e Immunologia alla Statale di Milano e Direttore del Laboratorio di Biologia dei Leucociti all’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, ha precisato: Questa tecnologia proprietaria non si limita a una singola applicazione clinica ma rappresenta una piattaforma terapeutica scalabile e adattabile a diverse indicazioni cliniche.
Francesco Bifari, docente di Farmacologia dell’Università di Milano e co-fondatore di Hemera, ha detto: Grazie ai diversi meccanismi d’azione ed alla plasticità di REMaST, infatti la stessa strategia apre scenari molto promettenti per altre condizioni caratterizzate da perdita di tessuto nervoso ancora oggi senza cura, come l’ictus ischemico, traumi cerebrali e fibrosi cardiaca.
Il ruolo di Hemera è trasformare una scoperta scientifica di frontiera in una terapia accessibile ai pazienti. Dal 2021, i ricercatori autori dello studio hanno scelto di strutturare questo percorso attraverso la costituzione dello spin-off universitario, dotandosi delle competenze necessarie per il trasferimento clinico.
A oggi Hemera ha raccolto oltre 3 milioni di euro in un round pre-seed sostenuto da associazioni di pazienti, veicoli di investimento e da network di angels, family and friends. La società non ha ancora coinvolto fondi di venture capital. Le risorse raccolte sono state destinate al completamento degli esperimenti preclinici, all’ottimizzazione dei processi di produzione della terapia cellulare, all’assetto organizzativo, alla tutela della proprietà intellettuale e allo sviluppo del percorso regolatorio. In particolare, la società ha sviluppato e brevettato il protocollo di produzione cellulare (brevetto europeo con estensione in corso in altri 13 Paesi, tra cui Stati Uniti e Giappone) e ha ottenuto dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) l’Orphan Drug Designation, riconoscimento che consente l’accesso a procedure accelerate per lo sviluppo di terapie destinate a patologie rare caratterizzate da un elevato bisogno medico non soddisfatto.



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