Milano: la mostra PUNTI DI CONTATTO, personale di BETTY SALLUCE

30/01/2026


Dal 27 gennaio al 18 dicembre a Milano, nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 (l’Italia ospiterà i Giochi olimpici dal 6 al 22 febbraio e i Giochi paraolimpico dal 6 al 15 marzo) lo Showroom Gaggenau DesignElementi Hub (Corso Magenta 2) ospita, su appuntamento (lun/ven 10-18:30), la mostra PUNTI DI CONTATTO- RESTIAMO IN ASCOLTO.

In mostra sono esposte le opere fotografiche di Betty Salluce, vincitrice del Premio Acquisizione Cramum Reti nel 2024.

L’artista cuce parti del corpo al paesaggio: il ricamo interpreta la morfologia, lavorando su collage da lei stessa realizzati. Ventagli, dorsali, costolatur diventano cartografie tattili in cui corpo e paesaggio si innestano. La stampa su ecopelle non è un effetto materico: è metonimia dell’epidermide; la grana assorbe il grigio e rende l’immagine mimetica ed essenziale, quasi a chiedere di essere toccata. Così la fotografia oltrepassa sé stessa: non più superficie, ma pelle d’opera che restituisce un noi su cui il filo segna il passaggio dalla visione alla prossimità.

La fotografia cucita diventa un rito laico: tiene insieme ciò che il tempo e la paura tendono a separare. Qui il paesaggio non è più sfondo, è soggetto dell’empatia. I corpi non posano davanti al mondo: vi si innestano, si conformano alla sua morfologia e ne diventano tessuto. Il risultato è un “tutto” in cui corpo, materia e paesaggio sono strutture equivalenti: il corpo è l’involucro di noi stessi; la terra lo è del suo nucleo; l’universo, in fondo, di tutti noi.

La mostra è curata da Sabino Maria Frassà: In queste opere inedite il ricamo diventa sinestesia: non è un’aggiunta ornamentale, ma un reale dispositivo di traduzione, capace di trasformare la visione in tatto e il paesaggio in ritmo. Il filo registra una respirazione comune - quella della terra e quella del corpo - e la rende leggibile come una trama di punti, tensioni, pause. È qui che si concentra la ricerca di Betty Salluce: nel punto esatto in cui due forme si incontrano e si trasformano, in quelle soglie fragili ma necessarie che somigliano alle cuciture. Punti di contatto è questo luogo ideale in cui il paesaggio smet te di essere solo spazio e diventa presenza grazie a un noi condiviso.

I suoi quadri dialogano con le nuove interfacce utente dei forni Gaggenau Expressive e Minimalistiche per raccontare la riscoperta dell’altro e dell’empatia attraverso l’arte, il design e un nuovo senso dell’abitare e del vivere insieme. La mostra omaggia, così, lo spirito olimpico aprendo un campo sensibile: il contatto diventa linguaggio e della mostra