THE TEACHER
Da quando a Gaza è stata concordata la tregua, seppure fragilissima e spesso violata dalle incursioni dell’esercito israeliano, l’attenzione pubblica sulla questione palestinese sembra essere passata in secondo piano.
Eppure l’altra metà del genocidio, quella che si svolge nei territori occupati della Cisgiordania, continua come prima e anzi più di prima, pienamente sostenuta dal governo di Tel Aviv. I criminali coloni israeliani, alla presenza dell’IDF che non fa nulla per controllarli ma è pronto ad arrestare o anche uccidere chi vi si oppone, ogni giorno assaltano le comunità palestinesi, devastano i campi e gli uliveti, si impadroniscono dei loro terreni per cacciarli e fare spazio a nuovi insediamenti coloniali.
Per aiutare a non dimenticare e a non girarsi dall’altra parte arriva ora nei cinema il potente affresco di THE TEACHER, un ottimo film che riesce a fondere bene il dramma personale dei soggetti in primo piano con il tragico scenario del popolo palestinese sullo sfondo.
Il protagonista è Basem El Saleh, insegnante in un liceo della Cisgiordania. Dai flashback nel corso del film apprendiamo che aveva una moglie e un figlio e che quest’ultimo era stato arrestato dalla polizia israeliana in occasione di una manifestazione di protesta.
Condannato a lunghi anni di carcere, la sua salute si era deteriorata per l’incuria dei carcerieri fino a morire. La madre, che dava la colpa della perdita al marito, se ne era andata. Nonostante questi duri colpi della mala sorte, il Basem che vediamo nel film è una persona che vive ancora con dignità, facendo tutto il possibile per motivare i suoi allievi a istruirsi e cercare una vita migliore, anche se la realtà circostante è senza speranza.
Tra gli allievi emerge Adam, un ragazzo molto promettente, ma quando suo fratello viene ucciso a sangue freddo da un colono israeliano che stava bruciando gli ulivi di famiglia Adam cade in depressione e non vive che per vendicarsi.
Ci riuscirà alla fine, ma pur di non rovinare il futuro al ragazzo Basem si addossa la colpa, rinunciando così al proprio futuro e tra l’altro alla possibilità di coltivare una relazione sentimentale con una volontaria inglese, attivista di una ONG che cerca di difendere i palestinesi e documentare i soprusi israeliani.
Nella rappresentazione dei personaggi il film può apparire un po’ paradigmatico, con i buoni tutti da una parte e i cattivi dall’altra, e in particolare con la figura di Basem che si mantiene non violento nonostante tutti i torti subiti e diventa addirittura eroico nel sacrificio finale a favore di Adam.
Resta però tutta la tragica realtà del contesto, che dimostra che non si tratta di una trama inventata per commuovere gli spettatori. Cose così succedono ogni giorno in Cisgiordania, come ci hanno mostrato decine di video girati dal vero.
E nella disattenzione subentrata dopo la finta tregua di Gaza, è sconvolgente vedere che per la Cisgiordania nulla fanno i governi di tutto il mondo, anzi alcuni hanno il coraggio di chiamare “complici di Hamas” chi richiama l’attenzione sul genocidio palestinese.
La regia è di Farah NABULSI e gli interpreti principali sono Saleh BAKRI, Imogen POOTS, Stanley TOWNSEND, Muhammad ABED EL RAHMAN, Paul HERZBERG e Andrea IRVINE. È in sala dall’11 dicembre 2025.
Ugo Dell’Arciprete



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