Milano: nella mostra Aurum & Pictorem l’arte orafa di Devis Palazzi incontra i grandi artisti moderni e contemporanei

18/11/2021


Fino a sabato 27 novembre, a Milano, nello spazio di via Castelfidardo 2 (angolo via Solferino), si può visitare la mostra Aurum et Pictorem, una mostra-gioiello che indaga il confine tra artigiano/artista.

La creatività è espressa in modi differenti: quella dell’artigiano orafo e quella del collezionista, unite, però, in un unico progetto per celebrare l'arte, in ogni sua forma.

In esposizione troviamo le collezioni di gioielli unici di Devis Palazzi ed opere d'arte di otto artisti moderni e contemporanei, prestate da una collezione privata.

La mostra Aurum et Pictorem, che abbina, quindi, un dialogo tra disegno, ingegno e maestria, è un progetto nato sotto segno dell’indagine sull’artifex: “l’artefice”, un concetto complesso, che raccoglie dentro di sé la natura della creazione, quella dell’artigiano, l’esperto, l’autore, il detentore della tekhné.

Ricordiamo che tale definizione, nel Medioevo, raccoglieva tutti gli artigiani-artisti, anche i più abili e noti, esecutori materiali di un’opera che doveva la sua paternità al solo committente. Le famiglie importanti iniziano a commissionare agli artisti dei ritratti. Le principali città a muoversi sotto questo fronte furono, Firenze, Venezia, Anversa e Bruges. Inizia a formarsi un mercato dell’arte. È con l’avvento dell’epoca moderna, dal primo Rinascimento, poi, che l’artista rivendica il proprio ruolo intellettuale, emancipando l’ars, artis, l’abilità materiale e spirituale nella sua pratica: l’artista diventa esecutore di opere frutto dell’ingegno, che non hanno finalità pratica e l’unicità di prodotti che non sono riproducibili in serie.

Quelle dell’artigiano e dell’artista sono, quindi, due strade che, nella Storia dell’Arte, dal Rinascimento ad oggi, sono destinate ad incrociarsi e separarsi, ma anche ad essere messe in discussione e fonte di riflessioni: con l’avvento dell’opera d’arte nell’epoca della riproducibilità tecnica - per citare la grande opera di Walter Benjamin- e di interi movimenti che hanno messo al centro della propria indagine la non-unicità dell’opera, fino alla sua produzione seriale e commerciale, teorizzata dalla Pop Art di Andy Warhol.

Le opere dagli artisti, accostate alle collezioni di Devis Palazzi, sono otto.

Le candide perle valorizzate dal gioiello “Divina”, dialogano con il rigore espressivo dei “14 Ovali Bianchi” di Turi Simeti.

Il “Paesaggio Anemico” del primo Mario Schifano, dai colori squillanti, si fonde alle pietre preziose, dai toni azzurri e viola, della collezione “Doni della Natura”.

Le perle scaramazze barocche dei “Segreti del Mare” si ispirano al bianco, puro e infinito, del “Concetto Spaziale” di Lucio Fontana.

Le atmosfere dei primi del Novecento delle Avanguardie russe guardano, per forme e affinità cromatiche, alla “Composizione Astratta” di Kazimir Malevich, dando forma alle collezioni “Segreti del Cuore/Mediterraneo”.

Lla rete d’oro di Bernard Aubertine incontra quella di Palazzi, nei gioielli impreziositi da dettagli marini dei gioielli “Regno dei Coralli”..

L’atmosfera malinconica e un retrò, immersa nello smeraldo e nell’oro, unisce i “Nudi nel bosco” di Fausto Pirandello alle parure di orecchini e anelli della collezione “Dea Venere” del maestro orafo e “Tesori di eleganza” linea in oro rosa e diamanti che richiama le tonalità terrose dello sfondo pittorico.

L’opera opticalVariabile Piu' Quadrionda 130” di Grazia Varisco è l’ispirazione per i gioielli a schema geometrico variabile di “Magia dei Colori” e “Bon-ton”.

Audace ed unico, infine, l’accostamento tra le forme geometriche, asciutte e rigorose di “Luce Creativa” e “Prezioso Oriente” e la celebre “Girl With Baloon” di Banksy.

I gioielli di Denis Palazzi possono essere acquistati nel laboratorio di Via Lungo Darsena 22, a Misano Adriatico (tel 3391303622 - info@devispalazziatelierorafo.com).