Tecnologie avanzate per il monitoraggio dei Musei Capitolini

12/02/2020


Presso i Musei Capitolini di Roma è stato presentato alla stampa il 4 febbraio il progetto sviluppato da Roma Capitale, Fastweb e ZTE, con il supporto dell'Università degli Studi dell'Aquila, per il monitoraggio con il 5G degli edifici, attraverso una rete di sensori attivata in due sale dei Musei Capitolini.

L’iniziativa è stata illustrata dal Capo staff della sindaca Raggi con delega all’Innovazione Massimo Bugani, dalla responsabile Media relations and public affairs di Fastweb Lisa Di Feliciantonio, dal Chief Operating Officer di ZTE Italia Lucio Fedele e dal professore del Dipartimento di ingegneria e scienze dell’informazione e matematica dell’Università dell’Aquila Fabio Graziosi.

Il progetto ha visto l’installazione, nel Palazzo dei Conservatori e nella Sala Esedra del Marco Aurelio, di otto sensori che registrano con regolarità informazioni sulla struttura. Grazie alla piattaforma integrata che sfrutta le frequenze 5G e all'infrastruttura ultraveloce di Fastweb, alle tecnologie di ultima generazione di ZTE e al know-how dell'Università dell'Aquila, i Musei Capitolini hanno così a disposizione un patrimonio di informazioni costantemente aggiornato utile alla programmazione della manutenzione del bene.

Il museo pubblico più antico del mondo potrà così beneficiare di tutte le potenzialità del 5G ovvero l'affidabilità, la velocità e la bassissima latenza per la trasmissione dei dati rilevati, nonché la possibilità di collegare un numero molto elevato di sensori per la raccolta di informazioni sullo stato degli edifici monitorati.

La nuova sperimentazione che trova applicazione nell'ambito della tutela degli edifici storici e del patrimonio artistico e culturale del Paese così come, in prospettiva anche nel monitoraggio delle infrastrutture civili (ponti, viadotti, autostrade etc...), si inserisce nell'ambito del progetto #Roma5G avviato nel 2017 dall'amministrazione capitolina. L'iniziativa nasce infatti dalla volontà di costruire una piattaforma digitale aperta a partner tecnologici, enti e imprese finalizzata a dotare la città di una infrastruttura innovativa basata sulla tecnologia di quinta generazione, cruciale per l'abilitazione di servizi e applicazioni smart city.

L'infrastruttura che abilita il monitoraggio si basa sulla soluzione 5G stand-alone prototipale fornita da ZTE e utilizza le frequenze 5G a 3,5 GHz in licenza a Fastweb. Un dispositivo, dedicato alla gestione del sistema di monitoraggio e collocato all'interno del Palazzo dei Conservatori, colleziona i dati della rete di sensori e li trasmette, utilizzando un apparato 5G collocato sul tetto del palazzo stesso, all'antenna Massive MIMO di ZTE ubicata alla sommità di Palazzo Senatorio.

I dati così raccolti transitano, grazie a un collegamento in fibra ottica, attraverso la rete ultraveloce a banda ultra larga messa a disposizione da Fastweb tra Roma e Milano, e vengono instradati verso la piattaforma fornita dall'Università degli Studi dell'Aquila che li elabora.

La bassa latenza offerta dalla rete 5G consente di minimizzare i tempi di trasferimento delle informazioni dalla rete di monitoraggio al sistema di elaborazione dei dati che, sotto determinate condizioni, è in grado di stimare-lo stato di salute degli edifici e di analizzare eventuali criticità attivando, al superamento delle soglie di allarme prestabilite, alert e notifiche tempestive.

Al termine della presentazione il Vicesindaco con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo ha dichiarato: Il 5G arriva a Roma applicato al patrimonio culturale. Con la città e l'Amministrazione siamo aperti ad accogliere questo uso intelligente della tecnologia che ci aiuterà a gestire i nostri beni storici.

Ugo Dell’Arciprete