HAMMAMET: il crepuscolo di uno dei più noti politici italiani

13/01/2020


HAMMAMET non è il primo film incentrato sulla figura di un ben preciso uomo politico italiano, non quindi un personaggio inventato. Ci sono stati Il Caimano, dedicato a Berlusconi, e Il Divo, dedicato ad Andreotti, entrambi realizzati e usciti in sala mentre i soggetti erano ancora in vita. Film chiaramente ispirati da una evidente avversione del regista alle posizioni politiche e ai comportamenti pubblici e privati dei due uomini politici, in modo conclamato il primo, in modo più sottile il secondo.

HAMMAMET, invece, ruota intorno a una personalità scomparsa da tempo, l’ex leader del PSI e Presidente del Consiglio Bettino Craxi, deceduto nel 2000 nella sua fastosa villa in Tunisia, dove si era rifugiato nel 1994, quando gli sviluppi dell’inchiesta Mani Pulite rendevano sempre più probabile un suo arresto.

Il film ci racconta gli ultimi anni di vita nell’esilio dorato di Hammamet, in quella che per la Giustizia italiana era ufficialmente una latitanza, anche se qualcuno eccepisce sul termine, sostenendo che per etimologia questo dovrebbe essere usato per chi sfugge alla galera nascondendosi. Sta di fatto che Craxi in Tunisia era irraggiungibile per i magistrati, mancando accordi di estradizione tra Italia e Tunisia, e vista anche la sua stretta amicizia con l’allora Presidente tunisino che destinò interi reparti dell’esercito tunisino come guardie private della villa craxiana.

Dopo qualche flashback sugli anni dei successi politici in Italia, il film ci presenta, quindi, il ritratto “in versione familiare” di un ex potente che vive come un leone in gabbia, ripensando al periodo in cui era padrone dell’Italia e continuando a ritenersi vittima di condanne ingiuste.

Craxi infatti non negò mai di aver preso tangenti, ma sostenne fino all’ultimo di averle usate per finanziare il suo partito e le sue campagne elettorali, negando ogni arricchimento personale. La sua sarebbe stata una persecuzione portata avanti dalla Procura di Milano per diverse idee politiche o addirittura su istigazione degli USA, scottati dal famoso confronto di Sigonella (rievocato anche nel film dal nipotino di Craxi che gioca con i soldatini).

Il Craxi del film, interpretato da un incredibile Pierfrancesco Favino che grazie a truccatori eccezionali e a una perfetta imitazione degli atteggiamenti sembra davvero il politico redivivo, passa le sue giornate amorevolmente accudito dalla figlia (ribattezzata Anita nel film, in realtà Stefania) e dalla moglie, apparentemente più distaccata.

Compaiono anche, nel film, un paio di personaggi inventati per ragioni di sceneggiatura (o comunque, se mai fossero davvero esistiti, non hanno riscontri storici). La prima è una amante che raggiunge Bettino ad Hammamet per un ultimo incontro, e curiosamente viene mostrato che Anita è perfettamente consapevole del suo ruolo e pur controvoglia si presta a favorire questo ultimo incontro.

Il secondo personaggio, Fausto, è molto più misterioso, poiché si tratterebbe del figlio del tesoriere del PSI Vincenzo (ispirato al Vincenzo Balzamo della realtà) che si introduce nella villa per recapitare una lettera del padre, presunto suicida a causa delle indagini. Il rapporto di Craxi con Fausto fino all’ultimo resta poco chiaro, con il giovane che sembra tentato dall’idea di uccidere Bettino per vendicare il padre ma non ne trova mai il coraggio e l’ex presidente che si affeziona in qualche modo a Fausto e lo fa restare come ospite nella villa, pur avendo capito che potrebbe avere cattive intenzioni.

Nel complesso il film si lascia guardare con interesse, soprattutto per spettatori di mezza età che abbiano seguito le vicende politiche degli anni ’80. Per spettatori più giovani, o per chi all’epoca non fosse stato molto attento agli sviluppi di Mani Pulite, il film rischia di essere fuorviante perché ovviamente si ascoltano solo le tesi innocentistiche del protagonista e ciò, unitamente all’aspetto umano di persona anziana e sofferente, potrebbe portare qualcuno a considerare davvero Craxi una vittima di persecuzione giudiziaria. Peccato che l’esistenza di conti correnti esteri per molti miliardi di lire sia stata accertata senza ombra di dubbio, anche se finora i paradisi fiscali non hanno permesso allo Stato italiano di recuperare una lira. Un esauriente riassunto di quanto sopra si può leggere su https://www.ilfattoquotidiano.it/2009/12/30/il-bottino-di-bettino-come-e-q/12691/.

Il film, diretto da Gianni Amelio, è interpretato da Pierfrancesco Favino, Livia Rossi, Luca Filippi, Silvia Cohen, Alberto Paradossi, Omero Antonutti, Giuseppe Cederna, Renato Carpentieri, Claudia Gerini.

Il film HAMMAMET è in sala dal 9 gennaio.

Ugo Dell’Arciprete