Grande successo del progetto contro lo spreco alimentare

22/10/2019

Ieri, lunedì 21 ottobre, ad Host, la principale fiera internazionale dell’ospitalità e del fuoricasa, Rodolfo Citterio, consigliere della Federazione italiana dei Pubblici Esercizi (Fipe) e Carlo Montalbetti, direttore generale del Consorzio per il riciclo e il recupero di carta e cartone (Comieco), hanno presentato i risultati del primo anno di sperimentazione a Milano della lotta contro lo spreco alimentare.

Il nostro obiettivo primario - ha spiegato Rodolfo Citterio - è quello di coinvolgere nella lotta allo spreco alimentare i principali attori della catena, ovvero i ristoranti. Un anno fa ci eravamo dati l’obiettivo di portare il rimpiattino in mille locali e possiamo dire di averlo sostanzialmente raggiunto. - ha aggiunto Citterio - Ciò che più conta però è lo spirito con cui i ristoratori si sono avvicinati a questa iniziativa: non si sono limitati ad esporre i contenitori, ma hanno sensibilizzato prima i loro dipendenti e poi i clienti, aiutandoli a vincere quell’imbarazzo che, come ci confermano le ricerche su questo argomento, rappresenta il principale freno alla diffusione della cultura della doggy bag. Ecco, con questa iniziativa speriamo di aver messo in moto un processo virtuoso.

Negli ultimi anni - ha sottolineato Carlo Montalbetti - la sensibilità dei ristoratori al tema dello spreco alimentare è cresciuta esponenzialmente. Basta leggere la guida Il Gatti Massobrio, l’unica che riporta le indicazioni sui locali che prevedono la possibilità per i clienti di portare a casa le pietanze non consumate: nel 2019, su 3168 ristoranti recensiti, ben 2365 presentano il logo doggy bag. Parliamo del 74% in crescita del 10% rispetto all’anno scorso. - ha aggiunto Montalbetti - Ora però stiamo facendo un salto di qualità. Grazie al suo design ricercato e alla sua natura 100% sostenibile, il rimpiattino si sta rivelando particolarmente apprezzato dai clienti. E questo significa che la direzione intrapresa è quella giusta.

La sperimentazione, avviata un anno fa per introdurre anche in Italia la cultura della doggy bag, il contenitore che permette di portare a casa il cibo e le bevande ordinate, ma non consumate durante una cena al ristorante, è stata un successo.

Il “rimpiattino”, nome frutto della fantasia del titolare del ristorante Duke’s di Roma, ha fatto il suo ingresso in 875 ristoranti in 22 città: 35mila contenitori, il 70% per il cibo, gli altri per il vino, sono stati distribuiti ad Aosta, Torino, Genova, Varese, Bergamo, Mantova, Vicenza, Pordenone, Ferrara, Firenze, Grosseto, Ancona, Ascoli Piceno, Chieti, Roma, Rieti, Foggia, Catania, Palermo, Ragusa, Cagliari e Sassari.

Il 51% dei ristoratori ha ricevuto i rimpiattini da almeno sei mesi, mentre un altro 40% li ha acquistati tra i 3 e i 6 mesi fa. Complessivamente, ciascun ristoratore ha utilizzato il 41% dei rimpiattini per il cibo che aveva ricevuto in dotazione. La percentuale scende al 30% se si guarda ai contenitori per il vino.

Tra gli avventori che hanno deciso di portare a casa le pietanze non consumate interamente durante la cena, 3 su 4 hanno chiesto di poter utilizzare il rimpiattino per il cibo. Solo il 16% ha chiesto invece di portare con sé la bottiglia di vino avanzato.

Per il momento, nella maggioranza dei casi, sono i camerieri di sala o i titolari dei locali a informare i clienti dell’opportunità di utilizzare il rimpiattino per portare via ciò che non è stato consumato, ma la sensibilità degli avventori è in crescita.

Il design dei contenitori distribuiti da Fipe e Comieco piace sia ai ristoratori - 6 su 10 ritengono che questa sia la caratteristica migliore del packaging - sia agli avventori che ritengono il rimpiattino essenziale per contrastare lo spreco alimentare.

L'80% dei ristoratori ritiene che l’operazione rimpiattino abbia un impatto positivo per la sua attività a livello di immagine agli occhi degli avventori. E secondo 3 ristoratori su 4, grazie a questo strumento, sarà possibile assestare un duro colpo allo spreco di cibo.

Ecco perché il 76% dei ristoratori coinvolti non solo si dice pronto a ripetere l’esperimento, acquistando direttamente i rimpiattini, ma assicura che consiglierà anche ai colleghi di adottare questa buona pratica.