Assomusica: le contraddizioni ed i disagi legati al biglietto nominale per i concerti

09/07/2019

Ieri, lunedì 8 luglio, a Milano, l’Associazione tra i Produttori e gli Organizzatori di Spettacoli di Musica dal Vivo (Assomusica), alla quale aderiscono oltre 120 imprese che realizzano l'80% dei concerti in Italia, ha illustrato le contraddizioni ed i disagi, per il pubblico e per il settore, conseguenti all’entrata in vigore, avvenuta lo scorso 1° luglio, della norma, voluta dal Governo, primo firmatario Sergio Battelli, deputato del M5S, che ha introdotto l’obbligo del biglietto nominale per i concerti di musica che si svolgono in luoghi con capienza superiore a 5000 persone.

Il settore della musica live - ha spiegato Vincenzo Spera - rappresenta una filiera di circa 1000 imprese che dà lavoro a oltre 36.000 persone, impiegate direttamente nel settore. L’anno scorso il comparto ha avvicinato al mondo degli spettacoli e della cultura popolare quasi 10 milioni di spettatori, specialmente giovani. - ha proseguito Spera - Gli spettacoli di musica dal vivo creano valore a livello locale e costituiscono una cinghia di trasmissione per lo sviluppo del Made in Italy (turismo, enogastronomia, cultura ecc.).

Secondo una ricerca di Cerved i concerti di musica popolare contemporanea, che rappresentano un settore florido dell'industria culturale, sono uno stimolo per l’economia del territorio: la ricaduta minima sulle città, infatti, è di 1,20 € aggiuntivi per ogni euro speso sul biglietto.

CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA NORMA. Come anticipato il biglietto nominale riguarda solo i concerti di musica che si svolgono in luoghi con capienza superiore a 5000 persone. Dal biglietto nominale, invece, sono escluse le manifestazioni sportive e gli spettacoli di attività lirica, sinfonica e cameristica, prosa, jazz, balletto, danza e circo contemporaneo.

Un confine che - secondo Assomusica - lascia spazio a molti fraintendimenti: tanti artisti, ad esempio, oltre alla musica pop fanno anche jazz o lirica.

BIGLIETTO NOMINALE - La norma prevede l’identificazione dell’acquirente sul sistema on line attraverso la registrazione di nome, cognome, data di nascita, indirizzo di posta elettronica e numero di telefono cellulare, uno per ciascun utente che sarà riscontrato ai fini della conferma nella fase di registrazione. In alternativa, chi deve comprare il biglietto può essere identificato sul sistema on line tramite la propria identità Spid. La prima conseguenza della innovazione, dunque è rappresentata dal fatto che i consumatori non potranno più regalare un biglietto ad un familiare, amico o parente. Le aziende, i fan club e i grandi gruppi organizzati, in genere, poi, non compreranno più biglietti. Non sarà semplice nemmeno emettere i biglietti omaggio.

BIGLIETTI PIU’ CARI E CODE ESTENUANTI AI CANCELLI - I biglietti potrebbero aumentare di 8/10 euro e si potrebbero raddoppiare i tempi di attesa ai cancelli d’ingresso. Per fare i controlli identificativi di ogni singolo spettatore, infatti, gli organizzatori dovranno aprire i cancelli molto tempo prima, impegnando più personale su più turni.

PROCEDURA COMPLICATA PER CAMBIARE BIGLIETTO - Le procedure per il cambio del nominativo, d’ora in poi, passeranno attraverso l’Agenzia delle Entrate, non saranno più semplici ed immediate e potranno comportare ulteriori costi.

Gli organizzatori e produttori di spettacoli di musica dal vivo hanno, altresì, denunciato che l’Italia resta l’unico Paese dove resiste il “secondary ticketing”, dove sopravvive ancora il bagarinaggio, perfino nel calcio, dove, per esigenze di sicurezza, il biglietto nominativo.è stato introdotto da tempo.

L’emendamento, proposto dal Governo ed approvato nell’ultima legge di bilancio come strumento di contrasto al fenomeno del “secondary ticketing” - ha sostenuto Spera - rischia di generare soltanto un grande caos. Assomusica è da sempre sensibile al tema della legalità e si è già adoperata per limitare il fenomeno del “bagarinaggio online”.

Assomusica ha presentato, di recente, un esposto denuncia all'autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) e all’Antitrust (AGCM) per chiedere di sanzionare i siti di “secondary ticketing”.

Secondo Assomusica si potrebbero chiudere tutti i siti di rivendita dei biglietti, si potrebbero utilizzare delle app che consentono di tracciare l’eventuale passaggio di mano dei biglietti già emessi, o si potrebbe anche legalizzare questi siti facendoli passare per l’Agenzia delle Entrate e stabilire un tetto percentuale massimo per la rivendita (In Germania, ad esempio, l’Alta Corte ha stabilito il 20% massimo rispetto al prezzo di vendita).