Firenze: XIV convegno nazionale dell’Associazione autonoma aderente alla SIN per le demenze

04/04/2019

A Firenze, a Villa Vittoria, dal 7 al 9 marzo 2019, si è svolto il XIV convegno nazionale SINdem (SIN per le demenze), che promuove lo sviluppo della ricerca scientifica di base e clinica nel campo delle demenze.

Per conseguire tale obiettivo l’associazione sviluppa iniziative rivolte alla formazione ed all’aggiornamento degli specialisti e dei giovani laureati contribuendo, così, al miglioramento della qualità in questo settore.

Nel corso del XIV Congresso SINDEM è stato fatto il punto, dopo anni di esperienza clinica e di ricerca clinica e di laboratorio, su molti temi che caratterizzano la complessità dei processi neurodegenerativi. I partecipanti hanno potuto discutere non solo le evidenze scientifiche, ma soprattutto le controversie, del mondo clinico e scientifico, relative alle basi biologiche, la diagnosi e terapia, e i profili neuro-cognitivi delle malattie neurodegenerative.

Gli esperti hanno presentato le varie problematiche dandone letture personalizzate alla luce delle evidenze scientifiche. Le letture sono state affiancate da presentazioni di lavori originali e da relazioni su temi emergenti che sono e saranno all’ordine del giorno in un futuro ormai prossimo.

Tra i vari interventi del XIV Congresso SINDEM segnaliamo il singolare contributo del Prof. Mario Ghezzi, medico odontoiatra in servizio presso l'U.O.C. di Odontoiatria dell'ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, che ha illustrato, in particolare, le condizioni drammatiche del cavo orale delle persone colpite da demenza 8.

Il paziente odontoiatrico con demenza è particolarmente fragile e vulnerabile. - ha detto Mario Ghezzi - Con il progredire della malattia ed il venir meno delle facoltà cognitive, infatti, egli perde l’autosufficienza, la capacità di prendersi cura del proprio corpo, compreso il cavo orale, di comunicare stati d’animo, emozioni, sensazioni, bisogni e dolore. - ha proseguito Mario Ghezzi - Il paziente, cioè, si chiude sempre più in se stesso e diventa progressivamente dipendente da altri. Venendo gradualmente meno la cura della bocca e la relativa igiene si sviluppano patologie orali, mobilità e perdita di denti e delle protesi ad essi ancorate con conseguente difficoltà ad alimentarsi e peggioramento della qualità di vita. - ha aggiunto Mario Ghezzi - Si riduce sempre più la capacità di collaborare con l'odontoiatra, vengono compromesse le condizioni del cavo orale, che predispongono, tra l’altro, all’insorgenza di polmoniti ab ingestis. Questi pazienti, infatti, sono spesso affetti da altre patologie croniche che comportano terapie farmacologiche articolate. - ha concluso Mario Ghezzi - Tutto questo fa sì che questi pazienti incontrino enormi difficoltà nel trovare odontoiatri disposti a prenderli in cura.

Info: www.livecongress.it/aol/index.php?id=7906961B.