Nel corso del 18° Congresso Internazionale di Medicina Estetica Agorà-Amiest, svoltosi a Milano, dal 13 al 15 ottobre, che quest’anno ha dedicato una giornata alla Scienza dell’alimentazione, è stato fatto il punto su nutrizione, regimi dietetici estremi e disturbi dell’immagine corporea. In particolare medici e professori hanno segnalato che l’ultimo pericoloso fenomeno è quello della ortoressia, che è una sorta di ossessione per il cibo salutare che danneggia la salute e condiziona la vita sociale e il benessere psichico dell’individuo.

Un’alimentazione bilanciata, dunque, è il cardine di uno stile di vita che determina il benessere e lo stato di equilibrio personale (fisico e mentale) nonché sociale e materiale. Un regime alimentare vario ed equilibrato e il mantenimento di un peso ideale, allora, sono strettamente correlati non solo ai processi di invecchiamento, ma anche alla prevenzione ed alla cura delle malattie croniche legate all’aumento di peso, come il diabete, le malattie cardiovascolari, le malattie respiratorie e l’ipertensione.

Gli studi scientifici suggeriscono che solo il 25% del tempo che viviamo è dettato dai nostri geni, mentre l’altro 75% è determinato dai nostri stili di vita e dalle scelte quotidiane che facciamo.

La correlazione tra invecchiamento e alimentazione è nota da qualche tempo - ha spiegato il prof. Alberto Massirone, presidente del XVIII Congresso Internazionale (nella foto fra Dr. Mario Mariotti e la Prof.sa Nadia Tamburlin) - si conosce già, ad esempio, il rapporto tra dieta ipocalorica, peso equilibrato e prolungamento delle aspettative di vita. Senza contare che quello che mangiamo determina la nostra forma fisica, il nostro umore, l’energia di cui disponiamo e non da ultimo la nostra bellezza, intesa come stato di benessere a 360 gradi. Ma l’affollato mondo di diete “restrittive” fino ai regimi “limite” tra i più fantasiosi, a volte con una valenza scientifica ma molto spesso fai-da-te, rischia di trasformarsi in un labirinto nel quale il paziente finisce col perdersi, e che può comportare rischi per la salute.

Pur, se è vero che un apporto calorico moderato è senza dubbio salutare, è anche vero che una buona educazione nutrizionale, base di un’alimentazione corretta, varia ed equilibrata può accompagnare la persona nell’ottenere gli stessi risultati di perdita di peso corporeo di una dieta ferrea, in tempi più dilatati ma più continuativi.

Una delle possibilità è rappresentata dalla dieta chetogenica - ha proseguito il prof. Massirone - che, negli ultimi 30-40 anni, ha interessato un numero progressivamente maggiore di lavori scientifici che ne hanno dimostrato la valenza non solo nella cura dell’obesità e della sindrome metabolica e delle patologie legate all’insulinoresistenza, come l’ovaio policistico e la statosi epatica, ma anche nella riduzione del volume corporeo con un contestuale miglioramento del senso di benessere delle performance cardio-respiratorie e del tono dell’umore. E’ quella che comunemente viene chiamata dieta proteica o liposuzione chimica, ma che in realtà non dipende dall’apporto proteico ma da quello di carboidrati, che devono essere inferiori a 1 g per kg di peso.

Questa dieta si basa sull’utilizzo dei corpi chetonici come fonte energetica nell’ambito di un regime dietoterapico fortemente ipocalorico sfruttando meccanismi metabolici innati e assolutamente fisiologici. Per garantire il buon funzionamento di questo regime dietetico occorre garantire un buon apporto di fibre, di sali minerali, vitamine, oligoelementi e acqua. La dieta chetogenica, se ben eseguita e sempre sotto stretto controllo medico per un tempo limitato, consente di perdere 1 kg a settimana, grazie a un effetto di mobilitazione del grasso corporeo. Inoltre, la presenza di proteine proteggono il collagene della pelle, rendendola più elastica ed evitando quell’effetto di pelle sciupata e svuotata tipico delle diete drastiche.

Fra i temi trattati nella giornata dedicata alla Scienza dell’alimentazione è stato dato grande risalto ai disturbi dell’alimentazione, alle implicazioni estetiche ed ai disturbi dell’immagine corporea. Quando si è parlato di disturbi alimentari non si è fatto riferimento solo ai casi di anoressia e bulimia, ma anche al ricorso a diete prive di alcuni alimenti, senza una base diagnostica, o al fenomeno, in crescita, dell’ortoressia.

L’ortoressico è un soggetto che non si limita alla moderata ricerca di cibi sani, ma che sviluppa una sorta di ossessione per il cibo salutare. - ha spiegato il prof. Alberto Massirone - Da ciò il termine di Ortoressia Nervosa, che denota l’aspetto psichiatrico del disturbo: il timore di contaminare il proprio corpo con cibi poco sani o impuri, unitamente all’eccessivo dispendio di tempo per selezionare i cibi e prepararli con compromissione del funzionamento socio-lavorativo, il desiderio frequente di depurarsi, il disgusto per le persone che mangiano diversamente e la difficoltà di relazionarsi con chi non condivide lo stesso atteggiamento riguardo al cibo e il senso di colpa quando si trasgredisce compromettono non solo la salute del soggetto ma anche la sua vita relazionale e il suo benessere psico-fisico.

Sarebbe, quindi, auspicabile, in accordo con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ma anche di tutto il mondo scientifico, riuscire finalmente a concepire l’alimentazione come un atto che, accompagnandoci tutta la vita auspicabilmente in benessere, deve inevitabilmente essere bilanciata assumendo, quindi, la dieta di stile mediterraneo come possibile modello.

Da qualche anno si assiste ad un fiorire non solo di diete, ma di veri e propri comportamenti alimentari limite, che sono rischiosi soprattutto se portati avanti senza il controllo di un medico. Occorre sempre ricordare che un regime dietetico deve essere sempre calibrato sulla base non solo del paziente e delle sue problematiche, ma tenendo anche conto del suo stile di vita e dei suoi gusti.

La costruzione di un regime alimentare dietetico, quindi, deve prendere in considerazione non solo i valori nutrizionali di ogni singolo cibo, ma anche la combinazione degli stessi e l’interazione dei singoli elementi funzionali contenuti nei cibi.

E soprattutto la dieta - ha spiegato il prof. Massirone - deve essere personalizzata, calibrata sulla base del singolo soggetto. Un regime dietetico, quale che sia la sua finalità, non può essere standard, perché nessun individuo è uguale a un altro. Si pensi solo alla carenza sempre più cronica nella società moderna di vitamina D e della sua importanza per la salute delle donne, soprattutto. Sembra che la vitamina D sia in grado di modulare l’espressione di più di 200 geni coinvolti in un ampio spettro di meccanismi, con implicazioni sia da un punto di vista epigenetico sia metabolico.

Per questa ragione è importante rivolgersi al medico ed evitare il fai da te quando si decide di affrontare una dieta, ma anche quando si fanno scelte di vita radicali, come può essere prendere la decisioni di diventare vegetariano o vegano o prima di decidere di escludere dalla dieta un cibo perché crediamo che ci possa fare male.

L’importante, quando si parla di regimi dietetici restrittivi - ha concluso il prof. Alberto Massirone - è affidarsi ad un Medico esperto, preparato e che non lascia nulla al caso. Per questo abbiamo dedicato una intera giornata ai temi dell’alimentazione nel corso del XVIII Congresso Agorà, perché è importante fare il punto della situazione e confrontarsi sulle implicazioni che il rapporto con il cibo ha nella salute generale psico-fisica dell’individuo.

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