L'atrio dei Gesuiti, che un tempo costituiva l'accesso principale al collegio e al monastero dei Gesuiti voluto da San Carlo Borromeo, trasformato, poi, nel 1773 da Maria Teresa d’Austria in vero e proprio polo culturale, torna a brillare grazie all’intervento di recupero realizzato con il supporto dell’azienda Rigoni di Asiago in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

E’ la nostra prima esperienza a supporto di un delicato progetto di restauro. E' stata una scelta legata ad un momento storico ben definito. - ha detto Andrea Rigoni, ceo di Rigoni d'Aisago - Il 2015 è l'anno di Expo, noi pensiamo di avere qualcosa da dire sul buon cibo italiano e Milano, oltre all'Expo, è anche la capitale economica e ci piaceva comunicare in modo diverso. Questa ci è sembrata una scelta coerente ed etica che va al di là dell'atto in sè simbolica per noi.

L’iniziativa di Corporate Social Responsibility dell’azienda veneta, leader in Italia ed in Europa nella produzione di mieli, creme spalmabili e confetture e nuovi prodotti sempre biologici, ha riguardato l’intero finanziamento dell’intervento di restauro e ha così restituito a Brera e a Milano uno degli angoli più rappresentativi del Complesso Monumentale.

L'Atrio dei Gesuiti era l'ultima parte del complesso di Brera che necessitava di un profondo recupero per ristabilire l'equilibrio e l'armonia complessiva del Palazzo, noto in tutto il mondo perché ospita l'Accademia di Belle Arti, la Pinacoteca, la Biblioteca Braidense, l’Osservatorio Astronomico, l’Orto Botanico e l’Istituto degli Studi Filosofici.

L’Atrio è un elegante aula a due navate separate da coppie di colonne binate in granito rosa di Baveno, coperta da volte a calotta con cornici grigie che esaltano e disegnano lo spazio architettonico. Lo spazio è direttamente accessibile dal Cortile d’Onore che costituisce il polo centrale del complesso di Brera: su di esso si affacciano l’ingresso principale e lo scalone monumentale dai porticati, che ne delimitano il perimetro su due piani, si accede alle grandi aule di impianto gesuitico.

L'Atrio al piano terra con accesso da piazzetta Brera ospita, oggi, la scultura "Muraglia Cangrande" di Pietro Consagra, donata nel 2013 alla Pinacoteca in attesa della sua sistemazione definitiva a Palazzo Citterio.

Il restauro, curato dagli architetti Alessandra Quarto ed Angelo Rossi della Soprintendenza per le Belle Arti ed il Passaggio di Milano, ha riportato allo splendore originario varie testimonianze storiche ed artistiche di grande interesse come i monumenti in memoria di Ruggero Giuseppe Boscovich, fondatore dell'Osservatorio Astronomico di Brera, Giovanni Perego, restauratore e scenografo per il teatro alla Scala, Giuseppe Sommaruga, architetto autore del Palazzo Castiglioni a Milano, il portale del San Sepolcro con il busto in memoria di San Carlo Borromeo (nella foto), e, soprattutto il bassorilievo dell'Incoronazione di Napoleone (nella foto) realizzato da Gaetano Monti inizialmente per l'Arco della Pace in corso Sempione.

Oggi abbiamo la prova che è fattibile fare una esperienza di Brera di un'altra qualità come quella che abbiamo in altre parti di questo palazzo. - ha detto il neo direttore di Brera, James Bradburne - E' un passo avanti per la valorizzazione di Brera e il progetto di rimetterla al centro della città - ha proseguito - se guardiamo l'atrio ben illuminato, pulito, restaurato ecco questa era l'esperienza totale di Brera.

L’inaugurazione del restauro si è svolta lo scorso 20 ottobre. Ad essa sono intervenuti Andrea Rigoni, Amministratore Delegato di Rigoni di Asiago, Sandrina Bandera, Direttore del Polo Museale regionale della Lombardia, James Bradburne, neo direttore della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Nazionale Braidense, Enrico Bressan, Presidente di Fondaco, che ha coordinato i lavori e la comunicazione, e Aldo Bassetti, Presidente degli Amici di Brera.

Con il restauro dell’Atrio dei Gesuiti la Rigoni di Asiago continua il rapporto con la città di Milano: quest’anno, infatti, ha partecipato ad Expo ed ha aperto un negozio monomarca in via Buonarroti, ed ha partecipato all’iniziativa culturale “Dal Quadro al piatto”, cinque tavole rotonde durante le quali, sempre a Brera, si è parlato del rapporto fra arte e cibo.

Rigoni di Asiago, che punta a chiudere il 2015 con 100 milioni di euro di fatturato, quest’anno ha anche iniziato i lavori di raddoppio dello stabilimento produttivo di Albaredo d’Adige ed acquisito nuove aree per poter ampliare la produzione.

Giovanni Scotti

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