Venerdì 10 giugno, ad Ascoli Piceno, nell’incantevole scenario del Forte Malatesta, è stata inaugurata la mostra Donne. Storia di merletti e antiche tessiture. L’eccellenza creativa del manifatturiero piceno, promossa dalla Camera di Commercio di Ascoli Piceno in compartecipazione con la Regione Marche, la Provincia e il Comune di Ascoli Piceno, Piceno Promozioni e l’associazione Albergatori delle Marche, in collaborazione con il Museo del Tessuto di Prato e con il Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci di Milano.

Come ente camerale – ha spiegato il presidente della CCIAA di Ascoli, Adriano Federici, nel corso della inaugurazione – abbiamo deciso di dare un giro di vite alla sponsorizzazione di eventi fini a se stessi. La Camera di Commercio deve prestare il suo nome per l’organizzazione di grandi kermesse culturali che possano dare valore aggiunto al territorio che ci ospita. Si sente il bisogno di selezionare poche manifestazioni che però siano all’insegna della qualità. La mostra che oggi ci accingiamo a inaugurare si sposa perfettamente con questa nuova idea in quanto offre la possibilità al pubblico di poter osservare dei veri e propri capolavori della tessitura picena e non solo.

Al contrario di quanto si possa pensare – ha sottolineato, a sua volta, il Prefetto Pasquale Minunni – anche noi uomini cogliamo il fascino e la bellezza di tali manufatti che possono aiutarci anche a ripercorrere l’evoluzione delle famiglie attraverso la concezione del ruolo della donna.

Il vescovo di Ascoli, Silvano Montevecchi, ha puntato sulla riscoperta degli antichi mestieri artigiani: Bisogna fare in modo che queste attività possano rivivere e magari dare lavoro ai giovani. Queste filiere semplici – ha proseguito sua eccellenza Montevecchi - possono fungere da volano per la ripresa economica e di una nuova generazione che, prendendo spunto dal passato, può riportare alla luce l’antica maestria che ha fatto conoscere questa terra nel mondo.

Soddisfatto della scelta di appoggiare l’iniziativa si è mostrato anche il sindaco di Ascoli, Guido Castelli: Non posso che ringraziare sia la Camera di Commercio che la signora Clelia Traini perché con questa mostra hanno regalato alla città di Ascoli un evento di caratura significativa. La location, poi, - ha sottolineato il primo cittadino – offre una possibilità di riscatto al Forte Malatesta che da luogo di pena e sofferenza ora si trasforma in scenario per l’esposizione del bello.

L’importanza della mostra è stata illustrata dalla curatrice dei Musei Capitolini, Marina Mattei, già all’opera per portare la mostra anche nella capitale, e dal presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Mario Boselli. Qui ci troviamo nella patria del bello e ben fatto. – ha sottolineato Boselli – L’Italia ha un grande valore d’imprenditoria perché siamo fra i pochi che sanno coniugare la creatività e la tecnologia: da qui la nostra eccellenza. Dobbiamo ringraziare la signora Traini e chi ha permesso la realizzazione della mostra, perché hanno portato all’attenzione del mondo questi splendidi manufatti.

La mostra, che racconta l’arte della tessitura e del ricamo attraverso i secoli, con un focus particolare sulle Marche, è stata interamente progettata, strutturata e realizzata da Clelia Traini della Iniart Studio, che ha messo a disposizione dell’evento, fino al 31 ottobre, le collezioni di ricami, tessuti e materiale archivistico editoriale, di sua proprietà: i tantissimi pezzi della collezione privata, antichi e recenti, saranno esposti a rotazione periodica in modo da consentirne la massima valorizzazione. Questa mostra – ha spiegato Clelia Traini - serve innanzitutto a riabilitare la dignità della donna, vera e propria anima della famiglia del tempo passato. Questo evento si pone tre obiettivi fondamentali: raccontare la storia attraverso i manufatti, far comprendere ai visitatori la vera eccellenza e poter studiare le lavorazioni così da poter insegnare, magari ai ragazzi, per ripartire. Non è facile per me essere qui oggi – ha proseguito, emozionata, la Traini – Ascoli è la mia città e rientrarci in questo modo è esaltante. Il mio messaggio con questa esposizione è semplice: investiamo sul territorio, sui giovani e sulla creatività.

Il percorso espositivo è suddiviso nei tre livelli del Forte Malatesta, che, costruito nel 1349 da Galeotto Malatesta di Rimini, oggi, dopo una sapiente opera di restauro, rappresenta una spazio aperto alla creatività, un vero e proprio strumento di comunicazione per promuovere mostre, eventi ed attività culturali su temi legati all’arte e non solo.

Il primo livello del Forte è dedicato ai telai e rappresenta tutti gli aspetti del settore tessile dai modelli di telaio alle fibre utilizzate. Nel secondo livello espositivo si possono ammirare vari ed interessanti esemplari di pizzi e merletti, tessuti e costumi, accessori e complementi di arredo. Il terzo livello propone gli “inparaticci” e tanti ricami di dimensione più piccola: un vero r proprio repertorio di forme e materiali.

La mostra documenta, quindi, la storia delle tecniche artigiane e della produzione tessile antica, la tradizione e l’evoluzione delle arti femminili del ricamo e dei lavori ad ago. Secondo il mito fu. la dea Atena-Minerva donò alle donne Feacesi l’arte della tessitura, che, attraverso le migrazione dei popoli nel Mediterraneo, approdò in Italia e alle coste dell’Adriatico, dove vivevano i Piceni. Un importante ritrovamento archeologico nel territorio marchigiano attesta nel primo millennio a.C. la presenza di questa tradizione tessile, associata addirittura alla figura di una  “regina” o  “domina”dei Piceni. Gli elementi di questa mostra dunque partono da lontano, dai versi di Omero nel libro VII dell’ Odissea, tra le prime testimonianze sull’arte della tessitura, attraverso i disegni del telaio Leonardiano del 1445, ai versi di Leopardi nella famosa “a Silvia” del 1828,  fino ad arrivare ai giorni nostri.

La mostra –spiega Clelia Traini - è un omaggio all’arte  e all’ingegno femminili, artefici di manufatti di inestimabile valore creativo e artistico, in un campo considerato forse erroneamente minore. I capolavori esposti non solo rappresentano lo sviluppo dell’arte tessile nella provincia di Ascoli Piceno e della regione Marche, ma possono, simbolicamente, rappresentare il valore del gusto e dell’eccellenza creativa italiana. La mostra è proposta in un momento in cui la moda, gli stilisti, e gli architetti stanno ideando capi d’abbigliamento e pezzi di design che ripropongono la bellezza e l’unicità dei nostri manufatti passati, attraverso una rivalutazione di questa particolare arte del tessuto e del ricamo.

Nel progetto Clelia Traini ha coinvolto, come progetto didattico, alcuni Istituti superiori di Ascoli Piceno, come l’Istituto Statale d’Arte O. Licini e l’IPSIA Sacconi, che hanno collaborato alla realizzazione dell’evento/mostra, partecipando a tutte le fasi del progetto con grande entusiasmo, apportando conoscenza e grande impegno nelle fasi di fotografia, catalogazione, grafica e restauro. “Riannodando i fili” di identità e tradizioni dimenticate, riscoprendole e rivalutandole, le generazioni si saldano e, attraverso la riscoperta del passato, si può giungere ad una nuova brillante fase del successo del Made in Italy nel mondo.

Info: Donne. Storia di merletti e antiche tessiture. L’eccellenza creativa del manifatturiero piceno - Forte Malatesta, Via delle Terme, 63100 Ascoli Piceno - Tel 0736/298213 - 11 giugno/31 ottobre 2011 - info@ascolimusei.it - www.ascolimusei.it.

Giovanni Scotti

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