A 35 anni suonati, Simon, che ha studiato all’università, ma è un eterno ragazzo, incapace di trovare un lavoro e di mantenere il rapporto con la donna della sua vita torna a vivere a casa di suo padre Ernest. Il padre è un attempato ebreo praticante, reduce dai lager, con il quale, però, non Simon va d´accordo. Con loro c’è anche il figlio di Simon, il piccolo Hadrien, che somiglia incredibilmente al padre ed ascolta i racconti del nonno sui campi di concentramento nazisti come fossero le fiabe dei fratelli Grimm,

Quando suo padre muore, Simon scopre un volto differente di un genitore che credeva di conoscere e decide di esaudire le sue ultime volontà: essere sepolto nella tanto ricordata Yiddish Land, in uno sperduto paesello dell’Ucraina vicino alla sua prima moglie

Ne scaturisce uno spassoso ed inedito road movie tra il Belgio e la Polonia in cui Simon, a bordo di un pic-up con il figlioletto e il cadavere del padre, copre un tracciato picaresco e comico accompagnato dal fantasma conviviale del padre, uno zio ossessionato dalla Stasi e sua moglie ed una serie di personaggi da fumetto pop.

Il film Simon Koninaski è di produzione belga, ma potrebbe essere ambientato in una qualsiasi comunità ebrea.

Di particolare interesse lo scontro tra padre e figlio, che soprattutto nella prima metà del film mette uno contro l’altro due mondi differenti: il giovane e l’anziano, il credente e il non credente, chi ha studiato e chi ha lavorato tutta la vita, posizioni diverse in merito al popolo ebraico, allo stato di Israele e agli scontri sulla striscia di Gaza.

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