Carcinoma della mammella nelle giovani donne e problematiche correlate alle gravidanze

Progetto A.M.O.R.E.

  Salute  

La diagnosi di cancro della mammella è senza dubbio un evento traumatico per qualsiasi donna, tuttavia le donne in giovane età sembrano riscontrare alcune difficoltà specifiche, in parte differenti dalle donne in età matura o avanzata: problemi lavorativi, attenzione per l’immagine fisica, progettualità futura, desiderio di maternità, presenza di figli piccoli, problemi sessuali. Sembra inoltre che lo stress psicologico vissuto dalle donne giovani sia più intenso. Tutti questi aspetti costituiscono una sfida ulteriore per l’Oncologo, che si trova ad affrontare una situazione più complessa e necessita di affinare i propri strumenti comunicativi e le capacità empatiche. In questa situazione, pur perseguendo la massima efficacia della cura, bisogna porre una particolare attenzione alle ricadute che i trattamenti possono avere sulla sfera riproduttiva e sessuale, tenendo presente la giustificata attesa di maternità in una percentuale significativa di pazienti.Di questo si parlerà al Convegno che si terrà a Castelfranco Veneto il 13 novembre 2009 nell’ambito del progetto A.M.O.R.E., realizzato con la collaborazione di Ipsen, un’azienda operante nel settore farmaceutico ed impegnata in ambito oncologico. Oltre alle relazioni scientifiche, che vedono coinvolti i maggiori Specialisti nazionali in questa materia, ci sarà, in chiusura di giornata, una tavola rotonda aperta al pubblico. Il convegno è dedicato alla donna giovane malata di tumore mammario e ne valuta le esigenze anche su risvolti non strettamente clinici.  “Tra le varie patologie”, dice il dr. Paolo Manente, Direttore Scientifico dell’evento e Primario dell’Unità Operativa Complessa dell’Ospedale Civile di Castelfranco Veneto, “il cancro della mammella rappresenta ancor oggi, nonostante i significativi progressi nel campo della prevenzione, della diagnosi e del trattamento, un evento tra i più traumatici e stressanti con il quale chi ne è colpito deve confrontarsi. In particolare il cancro della mammella in età giovanile si presenta con caratteristiche biologiche talvolta diverse dalla malattia che colpisce le donne in menopausa, e questo richiede il ricorso a trattamenti specifici, nonché l’integrazione più completa delle varie strategie di cura (chirurgia, radioterapia, chemio ed endocrinoterapia)”.Nelle giovani pazienti la scelta del trattamento non deve considerare solo gli effetti collaterali più comuni dei trattamenti (esiti invalidanti dell’intervento chirurgico, dolore, nausea e vomito, anoressia, alopecia, astenia….), ma anche le possibili ricadute sulla fertilità. “La paziente giovane non ha ancora terminato il suo progetto riproduttivo”, dice il dr. Saverio Cinieri, Primario dell’Unità Operativa Complessa e della Breast Unit del Presidio Ospedaliero Senatore Antonio Perrino di Brindisi, “è molto più fragile nelle sue scelte e deve essere valutata anche e soprattutto in questa ottica quando le si propone un trattamento precauzionale”. L’idea da trasferire è che l’Oncologo deve valutare il rischio di infertilità legato ai trattamenti oncologici, informare dettagliatamente la paziente di tale rischio ed effettuare la scelta terapeutica più adeguata in relazione alle prospettive della paziente. È auspicabile inoltre che in ogni sala di attesa di Oncologia Medica sia esposto un decalogo, presentato a Castelfranco Veneto, che aiuti le giovani pazienti a manifestare le proprie problematiche e paure e che sensibilizzi tutti gli Operatori Sanitari (Medici e Infermieri) coinvolti nella cura di queste pazienti.LA SITUAZIONE - Sottoporre una giovane donna ad una terapia per carcinoma alla mammella vuol dire gestire questa patologia con un trattamento integrato fra chirurgia, chemioterapia ed ormonoterapia. Tra i tanti aspetti quali, ad esempio, sfera emotiva, psicologica ed anche fisica, messe alla prova da questa patologia, c’è anche da considerare che dai dati di letteratura emerge come molti trattamenti antitumorali possano determinare riduzione della fertilità (per le donne l’età, il tipo di trattamento e la durata e la quantità di farmaco somministrata sono i fattori critici). “Sono certo necessari ulteriori studi”, sottolinea il dr. Cinieri, “ma è importante che i pazienti siano, proprio per questo, messi nelle condizioni di interloquire in maniera libera e informata con i propri Curanti. Spesso è necessario il supporto dello Psicologo. La radioterapia erogata a livello genitale determina un rischio di sterilità permanente che è dose dipendente. Tutte le Pazienti con una prospettiva di maternità devono essere informate del rischio di infertilità collegato alle terapie oncologiche ed è necessaria in questo anche una campagna di educazione e di sensibilizzazione degli Oncologi. Esiste infatti la possibilità di preservare il patrimonio germinale prima delle terapie (per la donna tramite crio-preservazione ovarica o ovocitaria, o con il trattamento ovariostatico). In molti dei nostri Centri Oncologici esiste già un registro e delle convenzioni per far accedere i malati interessati a queste procedure. Esistono inoltre dei protocolli in corso per valutare l’impatto di terapie concomitanti alla chemio-radioterapia, miranti alla preservazione della fertilità. La gravidanza dopo diagnosi di cancro non sembra peggiorare la prognosi anche per quanto riguarda le pazienti affette da tumori endocrino responsivi, anche se va valutato caso per caso il rischio specifico individuale”. “E’ indispensabile”,  dice il dr. Paolo Manente, “istituire dei registri prospettici che valutino gli esiti dei trattamenti sulla fertilità, sia maschile che femminile, coinvolgendo anche Ematologi ed Oncoematologi Pediatri; è importante istituire un registro nazionale in cui vengano registrati i casi di gravidanza che coinvolgono le pazienti affette da tumore (gravidanze dopo diagnosi e terapia, diagnosi di tumore in corso di gravidanza)”. Nel Convegno del 13 novembre, raccogliendo il contributo di Specialisti Oncologi a vari livelli, e ascoltando il parere delle Associazioni sia di volontariato che di pazienti, è fornita una panoramica completa ed aggiornata del trattamento del cancro della mammella nella donna giovane, con riguardo anche agli aspetti specifici nella prospettiva di gravidanza.

 Versione stampabile




Torna