Una grande mostra di scultura antica a Palazzo Te a Mantova

La Forza del Bello - L’arte greca conquista l’Italia

  Cultura e Spettacoli  

La nuova grande mostra di Palazzo Te La forza del bello. Larte greca conquista lItalia, nata da unidea del Professor Salvatore Settis, messa a punto con laiuto di Maria Luisa Catoni, Francesco De Angelis e Paul Zanker, stata curata da Salvatore Settis con Maria Luisa Catoni e la collaborazione di Lucia Franchi e dello staff del Centro di Palazzo Te.

Posta sotto lAlto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, la mostra, che apre il 29 marzo, promossa dal Ministero per i Beni e le Attivit Culturali - Direzione Generale per i Beni Archeologici, dal Comune di Mantova, dal Museo Civico di Palazzo Te e dalla Regione Siciliana, sostenuta dalla Regione Lombardia Direzione Generale Culture, Identit e Autonomie della Lombardia, dalla Fondazione Banca Agricola Mantovana e dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Mantova, organizzata dal Centro Internazionale dArte e Cultura di Palazzo Te, con il contributo di Banca Agricola Mantovana e Eni.

Lesposizione, che si avvale dellallestimento di Andrea Mandara, si propone di illustrare narrativamente, con una scelta di oltre cento opere di straordinario impatto visivo, provenienti da tutto il mondo ed esposte per la prima volta contemporaneamente nelle Sale di Palazzo Te e nelle Fruttiere, la storia della presenza dellarte greca sul territorio italiano, di centrale importanza nella millenaria vicenda di contatti e scambi che forma la trama delle culture artistiche del Mediterraneo. Pur non essendo questa una vicenda lineare, si sono individuate tre fasi successive e ben caratterizzate, corrispondenti, ciascuna, a una sezione della mostra. Si propone cos un racconto storico attraverso opere di altissima qualit estetica.

Nella prima fase (VII-II sec. a.C.) larte prodotta nelle citt greche dellItalia meridionale e della Sicilia sintreccia con quella prodotta in Grecia e importata non solo dai Greci dItalia, ma anche da altri popoli della Penisola, specialmente gli Etruschi, che ne sono conquistati e prendono a imitarla. Fra le culture durevolmente sedotte dallarte greca spicca quella di Roma, cui dedicata la seconda parte dellesposizione (III sec. a.C. - IV sec. d.C.). I Romani non solo saccheggiano e raccolgono opere darte greca, ma attraggono artisti greci a lavorare per loro in Italia, e delle opere pi celebrate vogliono copie in serie, a ornare case, palestre e giardini. Questa moltiplicazione dellarte greca e leco duratura che essa lascia nelle opere degli scrittori romani, ne ha assicurato la fama e ha costruito le premesse per la sua ricerca e riscoperta dal Medio Evo allOttocento, tema della terza parte della mostra. A unidea quasi favolistica dellarte greca perduta si affianca, dal Quattrocento in poi, limportazione di sculture dalla Grecia; rinasce il collezionismo di scultura antica e, nellassiduo tentativo di ricostruire lantica narrazione storica dellarte, si impara a distinguere gli originali dalle copie, mentre dal suolo italiano spuntano nuovi originali greci.

Questa sequenza narrativa vuole far emergere alcuni tratti costanti del gusto che ha radicato larte greca nelle culture dItalia: dalluna allaltra sezione si inseguono dunque, con la forza potente del richiamo visivo, i grandi temi che segnano i meccanismi della ricezione. E infatti su questa base che nasce, dal Settecento in poi, lo studio scientifico dellarte greca, partito con lantiquaria italiana e culminato nellarcheologia tedesca. La presenza dellarte greca in Italia diviene cos la matrice e il lievito di un processo di riscoperta e conoscenza storica ancora in corso.

Il catalogo della mostra curato da Maria Luisa Catoni e edito da Skira: contiene lintroduzione e un saggio di Salvatore Settis e altri scritti di Maria Luisa Catoni, Francesco De Angelis, Stefano De Caro, Franco Ferrari, Valerio Neri, Cecilia Parra, Giuseppe Pucci, Anna Maria Reggiani e Paul Zanker. La realizzazione delle schede stata curata da Lucia Franchi.

Lesposizione avr un importante seguito nella mostra che si terr in Sicilia nellestate del 2009, in cui si metteranno a confronto le opere realizzate dagli artisti delle colonie greche in Italia con quelle coeve realizzate dagli artisti della Grecia e dellAnatolia. Per dimostrare laffascinante ipotesi di un modello policentrico di sviluppo dellarte greca, in cui le opere prodotte in Grecia e in Italia non siano contrapposte in termini di centro e periferia, ma confrontate come esperienze parallele, intrecciate, suscettibili di mutua influenza.

La mostra di Palazzo Te rappresenta dunque un appassionante viaggio a ritroso, alle radici della nostra cultura. I capolavori selezionati da Settis e Catoni e richiesti con tenacia da Palazzo Te, ci consentono di ammirare opere straordinarie, cariche di quella bellezza insieme etica ed estetica, guardata, cercata e fissata durevolmente nel marmo o in pittura dagli artigiani greci, che hanno segnato in modo determinante molta dellarte e  numerose poetiche artistiche successive.

 Versione stampabile




Torna