Hanno presentato il catalogo Giuseppe Lupo, Paolo Barbaro e Marcella Turchetti
Milano, ADI: presentazione catalogo della mostra Olivetti e i fotografi della Magnum . Wayne Miller, Erich Hartmann, Henri Cartier-Bresson, Sergio Larraín
Lunedì 19 gennaio 2026, alle ore 18.00, l’ADI Design Museum di Milano ha ospitato la presentazione del catalogo della mostra Olivetti e i fotografi della Magnum . Wayne Miller, Erich Hartmann, Henri Cartier-Bresson, Sergio Larraín in corso dal 19 aprile 2025 al 1° marzo 2026.
Hanno presentato il catalogo Giuseppe Lupo, scrittore e saggista, docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università Cattolica di Milano, Paolo Barbaro (Università di Parma) e Marcella Turchetti (Associazione Archivio Storico Olivetti), co-curatori del volume e della mostra.
Il volume, che racconta la collaborazione tra l’industria Olivetti e alcuni fotografi dell’agenzia Magnum, è il catalogo della mostra in corso ad Ivrea al Museo Civico Pier Alessandro Garda.

Precisiamo che sia l’esposizione sia il volume sono il frutto del lavoro che è stato fatto sulle stampe originali, sui provini, sulla corrispondenza intercorsa con Magnum e i suoi fotografi: tutti i documenti consultati sono conservati dall’Associazione Archivio Storico Olivetti e, per la gran parte, sono inediti.
La collaborazione tra i fotografi della Magnum ed Olivetti, avviata nel 1958 in occasione della pubblicazione “Olivetti 1908-1958” e continuata fino al 1970, dispiega un modello innovativo di narrazione visiva capace di integrare ricerca tecnologica, artistica, progettuale e sociale.
Dai saggi contenuti nel catalogo emerge l’importanza della fotografia in quel contesto di nuova visione culturale, sociale e industriale, forse irripetibile.
Le fotografie di Wayne Miller (1918-2013) accompagnano il lettore nel negozio Olivetti di San Francisco, quelle di Erich Hartmann (1922-1999) nei negozi di New York e di Buenos Aires e nelle fabbriche in Argentina e Harrisburg, in Pennsylvania. Gli scatti di Henri Cartier-Bresson (1908-2004) consentono di ammirare gli ambienti della Olivetti di Pozzuoli, quelli di Sergio Larrain (1931 - 2012), le fabbriche Olivetti in Argentina e in Brasile.
L’intreccio dei documenti cartacei e di quelli fotografici ha permesso ai curatori della mostra di mettere in luce molti aspetti, ancora inediti, della collaborazione, come abbiamo già detto, avviata nel 1958 e continuata per molta parte degli anni sessanta.

Il percorso espositivo della mostra evidenzia l’importanza della fotografia come documento storico e visivo attraverso scatti che sono testimonianze della cultura, della visione sociale e industriale ma anche dell’innovazione tecnologica del medium fotografico.
In mostra troviamo opere di: Wayne Miller (1918-2013) per il negozio Olivetti di San Francisco; Erich Hartmann (1922-1999) per i negozi Olivetti di New York e di Buenos Aires, le fabbriche Olivetti in Argentina e Brasile e Harrisburg; Henri Cartier-Bresson (1908 - 2004) per la fabbrica e le abitazioni Olivetti di Pozzuoli; Sergio Larraìn (1931 - 2012) per le fabbriche Olivetti in Argentina e Brasile.
Ogni fotografo ha deciso il taglio dell’inquadratura, la scelta del soggetto da riprodurre, le modalità di ripresa, la composizione dell’immagine, la profondità, l’illuminazione e il contrasto. Sulle scelte artistiche personali influiscono altri fattori quali la tecnologia a disposizione, fattori ambientali impossibili da modificare per esempio in riprese esterne. La "singolarità" dello sguardo del fotografo, a volte, poi è anche influenzata da indicazioni del committente o da comportamenti del soggetto che viene ritratto soprattutto se si tratta di esseri umani.
La lente di ingrandimento sulla relazione Olivetti Magnum permette anche di indagare procedure interne alla committenza Olivetti nell’affidamento degli incarichi, con indicazioni molto precise sui servizi fotografici da realizzare; le modalità di scelta delle stampe dai fogli provini, le finalità per le quali venivano richiesti tali servizi, i pagamenti. Protagonista emergente dai documenti è, ancora una volta, Giorgio Soavi curatore di grandi progetti legati all’arte e all’editoria per Olivetti. Nel contempo, proprio sul finire degli anni Cinquanta, l’agenzia Magnum assume i connotati di una grande agenzia di fotografia che pubblicizza anche e soprattutto a livello commerciale l’attività dei suoi soci fotografi.
Il catalogo e la mostra fanno emergere anche l’esistenza di un Archivio fotografico Olivetti, di un Reparto fotografico interno e di una sistematica attività di riproduzione e catalogazione dei servizi fotografici di tutti i fotografi che lavorarono per la società Olivetti da parte dell’Ufficio Documentazione Fotografica.
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