Da EVO Bardolino di AQUALUX Hotel SPA Suite&Terme, in Cascina Grampa per Riso Testa, in Renon, nel Salisburghese

Viaggi gustosi

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EVO Bardolino: grandi novità per il Ristorante di AQUALUX Hotel SPA Suite&Terme

Grandi sorprese attendono gli ospiti che varcheranno la soglia di EVO, il ristorante gourmet di AQUALUX Hotel SPA Suite&Terme Bardolino aperto anche a chi non soggiorna in hotel, divenuto ormai punto di riferimento imprescindibile per un’esperienza di gusto tra tradizione e creatività in un contesto raffinato e accogliente.

Un’esperienza, quella proposta da EVO, apprezzata anche da una delle più rappresentative Guide ai Ristoranti d’Italia, quella del Gambero Rosso, che per il 2020 ha inserito questa “tavola ambiziosa” tra i migliori per la cucina, per il servizio, per la cantina e per l’ambiente.

L’attribuzione dell’ambita forchetta rappresenta un giusto riconoscimento anche per la serietà e l’impegno di Simone Gottardello che tiene saldamente il timone della cucina.

Questo giovane chef, entrato a far parte di Euro-Toques, conferma per EVO la spiccata propensione al rispetto della tradizione, eccellente qualità delle materie prime utilizzate secondo i cicli stagionali.

Le chicche del territorio, ossia i prodotti che solo la ricchezza di questa zona sa offrire, continuano ad essere protagoniste: come il riso vialone nano, il tartufo nero del Monte Baldo, le lumache - o chiocciole -, gli ortaggi come il radicchio rosso, l’asparago bianco e il sedano di Verona, prevalentemente biologici e provenienti da selezionati produttori della zona.

I piatti sono inoltre esaltati dall’abbinamento a vini a base di uve autoctone - Soave, Valpolicella, Amarone, Bardolino - e al pregiato Olio EVO Viola.

Per tutti i clienti più affezionati è prevista poi una sorta di ricompensa fedeltà.

www.evobardolinoristorante.it

Un’eccellenza nella campagna novarese: Riso Testa di Cascina Grampa

L’azienda agricola Risotesta di S. Pietro Mosezzo nel novarese non è solo produttrice di riso di ottima qualità, ma anche un luogo da visitare per conoscere la Cascina Grampa e le sue risaie, e soprattutto il famoso mulino con gli antichi macchinari perfettamente funzionanti, uno dei pochi in Italia e forse l’unico riattivato per la produzione.

Si tratta di una “pileria”, cioè un’autentica azienda rurale con impianti propri.

Notevole qui il fatto che è stato recuperato e messo in funzione per la produzione il sistema meccanizzato, azionato da un mulino ad acqua, che dal 1600 fino alla seconda metà dell’800 costituiva il solo tipo di impianto utilizzato per la pulitura del riso.

La lavorazione che priva della buccia esterna il risone grezzo, per ricavarne i lucidi chicchi che arrivano sulle nostre tavole, a cascina Grampa è effettuato con un macchinario ormai scomparso in Italia, o mantenuto al solo scopo dimostrativo. E questo sistema, super ecologico e tradizionale, verrà gradualmente adottato dalla RISOTESTA per tutto il suo riso.

A pochi chilometri da Milano e da Torino, si può quindi trascorrere una giornata insolita nelle campagne novaresi, tra le antiche mura della cascina, il locale dove si conservano intatti i vecchi ingranaggi mossi dalla grande ruota spinta dalle acque della Roggia Crosa, per azionare l’imponente macina, la serie di pestelli della pista in pietra e la macchina ad elica per sbiancatura e brillatura.

A pochi passi l’antico dormitorio delle mondine, con le brande, foto d’epoca ai muri, qualche capello di paglia come tocco di colore.

L’azienda è una delle eccellenze nella produzione risicola del novarese: la visita alla cascina si concluderà con una sosta nello spaccio per l’acquisto delle specialità, Riso Carnaroli, Riso Baldo, Riso Apollo

https://risotesta.it/

Renon: vino, castagne e lo spettacolo del foliage

Meraviglie d’autunno sull’altipiano a due passi da Bolzano: il clima mite e l’altitudine entro i 2mila metri regalano una stagione escursionistica lunghissima. Nella vasta rete di sentieri (circa 300 km), il famoso “Sentiero del castagno”, che parte da Castel Roncolo a Bolzano e arriva fino a Varna nei pressi di Bressanone (o viceversa), attraversando il Renon: perfettamente segnalato, questo itinerario è una full immersion tra boschi di latifoglie, prati e castagneti secolari che in autunno danno vita a un inaspettato foliage. Lungo la via si incontrano naturalmente agriturismi e locali tipici come ad esempio il Signaterhof a Signato, il maso Rielinger a Siffiano, dove si producono vini biodinamici e lo storico maso Zunerhof di Longostagno.

L’autunno è anche la stagione ideale per concedersi degustazioni di vini e altre specialità del territorio, oltre che per provare l’arcinoto Törggelen: la celebrazione, che affonda le sue radici nel Medioevo e si protrae da ottobre fino all’inizio dell’Avvento, è una vera e propria festa in onore della fine della vendemmia. Oggi l’antica tradizione si rivive andando di maso in maso (o meglio nelle tradizionali Buschenschänke, le tipiche locande contadine) e assaggiando specialità come Speck, Kaminwurzen, castagne arrostite, Schlutzkrapfen, zuppa d’orzo, e ovviamente il vino novello. Sul Renon, in particolare, è possibile rivivere il Törggelen originale presso il maso Ebnicherhof, sotto il paese di Soprabolzano.

La RittenCard viene consegnata gratuitamente soggiornando nelle strutture partner dell’Associazione Turistica Renon e include una serie di vantaggi

www.renon.com/rittencard

Alla scoperta del gusto nel Salisburghese: la Cucina Alpina nei menù dei ristoranti stellati

Dalle malghe ai ristoranti stellati, la Cucina Alpina è l’anima gastronomica del Salisburghese, una tradizione che si affida alla creatività, passione e innovazione di cuochi, produttori e agricoltori. Un esempio è la sella di cervo di Chef Andreas Döllerer.

L’arrivo dell’Autunno trasforma il paesaggio del Salisburghese in un tripudio di colori: i laghi incastonati tra le rocce e le foreste a diverse altitudini diventano uno spettacolo per tutti gli amanti del foliage e della natura. Le Alpi che incorniciano questo territorio hanno dato vita a una tradizione culinaria che porta in tavola quello che la natura produce. Il progetto della Cucina Alpina nasce da un gruppo di cuochi attenti ai valori della tradizione con lo scopo di diffondere l’eredità gastronomica della propria terra.

Nelle malghe alpine, dislocate in un sentiero di 350 chilometri tra i monti del Salisburghese, si utilizzano da secoli le stesse tecniche per produrre formaggio, burro e ricotta. Sono questi gli ingredienti semplici alla base del dolce "Bauernkrapfen" o del tradizione "Muas" che con farina e strutto era il dolce consumato a colazione dai boscaioli. Proprio questo piatto è stato recentemente rivisitato da Andreas Döllerer, chef premiato dalla guida Gault & Millau, proprietario del ristorante Geniesserrestauant del villaggio di Golling, uno dei migliori d’Austria. Insieme a Döllerer tanti altri cuochi sono impegnati nel portare la filosofia della cucina alpina nell’universo dell’alta ristorazione.

Uno dei piatti caratteristici di Andreas Döllerer è la sella di cervo con funghi, scalogno, timo e aceto balsamico, il tutto insaporito dal pepe di montagna macinato grossolanamente, e da una delicata vinaigrette di crème fraiche.

Il segreto della Cucina Alpina sta nel riuscire a combinare ricette antiche insieme a moderni metodi di preparazione utilizzando rigorosamente ingredienti del territorio.

www.salisburghese.com

Franca Dell’Arciprete

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